Passaggi d’identità, collettiva d’arte

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Inaugurazione 12 maggio 2018, Centro Piovese d’Arte e cultura a Piove di Sacco.

Artisti presenti: Bedin Fabio, Liliana Borgia, Deborah Coli, Loretta Militano, Antonio Sacco, Francesco San Filippo, Lucio Zatti, Kate Kalniette.

Ospiti: Pietro Pozzi, Luciano Bordin, Alberto Miozzi (Ciro). A cura del critico d’arte Ives Celli.

I Contenuti dell’identità

Noi siamo quello che siamo nel cammino della conoscenza. Nel cammino dell’esistenza si compie un viaggio verso la consapevolezza di rendere visibile ciò che non è visibile. Nella componente costruttiva degli elementi identitari si compongono gli avvenimenti di tipologie diverse, che concorrono a raccogliere i miti e le funzioni del primitivo nel percorso di affinità ereditarie, nelle complesse ed invisibili identità. Il percorso introspettivo nutre i rimandi della conoscenza antropologica del divenire, dentro contaminazioni di appartenenze ancestrali. Nella dimensione contemporanea identitaria, coinvolta da un consumismo che renda superflua ogni condizione, che culmina nella disaffezione dei supporti umani, per rendere piatta e sterile l’esistenza di ogni rapporto. Le identità mummificate da somiglianze indotte, nei modelli privi di significante, inducono alla perdita del valore individuale, contaminato per l’essenza costruttiva della propria dimensione. Così i linguaggi astratti, si pongono invasivi di proiezioni indefinite, per comporre tematiche inconsce, che determinano un senso incompiuto ma gratificante.

Le identità

Nella maschera ho visto il mio volto. -Pirandello

Scegliere le identità per scegliere la conoscenza di quello che proviamo nel costruire il nostro cammino per edificare la costruzione dell’Io, frammentato dalla continua ricerca del somigliante, che confina con il pensante, il quale attiva affinità nel veicolo affettivo, che determina i profili identitari. La conoscenza dell’Io affianca cultura, superamento del passivo, che rende attivo l’immaginario, nella dimensione interiore, per difendere i sogni, i desideri, dentro il cammino del “mancante” che rende attive le identità, le quali compiono un viaggio introspettivo per una visione che affianca l’autoaffermazione. Le opere in mostra promuovo la cultura introspettiva nelle forme attive dell’arte, come strumento di assimilazione frammentaria che scavalca il passivo, dentro concetti di superamento, attraverso una visione dell’arte che riscatta il pensante, dentro concetti astrali e odierni, di appartenenza. Le identità passive, si rendono attive nell’immaginario che ricompone la percezione, coinvolta negli aspetti affettivi e creativi delle attività artistiche. L’arte nell’informale, rappresenta un cammino verso gli aspetti incompiuti, che rinnovano l’istinto creativo e dinamico dell’arte. Le sculture e le ceramiche, rinnovano il senso primordiale di contaminazione mitologica del passato, per coinvolgere i temi identitari nelle varie tipologie culturali.

Ives Celli

critico d’arte contemporanea, esperto dell’Immaginario

popie@libero.it

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