Melanie Klein e la vita fantasmatica

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La Klein sviluppa la propria teoria della mente infantile partendo dalla tesi Freudiana che prevede la duplice presenza delle pulsioni di vita e delle pulsioni della mente. Queste pulsioni sono innate e la presenza contemporanea di impulsi orientati al piacere e di impulsi auto - distruttivi da origine nella mente infantile a un mondo immaginario popolato da oggetti fantasmatici.

Tali oggetti sono fantasie complesse che riguardano parti del corpo di persone importanti, vissute come benefiche o come minacciose, ogni pulsione è quindi accompagnata da un “fantasma” cioè da una fantasia riguardante l’oggetto a cui è collegata tale pulsione. Abbiamo l’oggetto “buono” quando le fantasie a esso collegate sono vissute come gratificanti; abbiamo l’oggetto “cattivo” quando le fantasie a esso collegate sono vissute come distruttive.

La terapia attraverso il gioco

La Klein ritiene che si debbano fornire al bambino in modo chiaro e diretto le interpretazioni delle sue fantasie. Inoltre ritiene che le fantasie di bambini relative ai propri genitori, siano molto precoci per cui è possibile utilizzare in terapia il transfert cioè la proiezione sull’analista delle emozioni collegate a tali fantasie. Le fantasie messe in atto dal bambino nel gioco, per la Klein, sono l’espressione dei suoi desideri, conflitti, e paure inconsce; perciò possono essere utilizzate per interpretare i sintomi e favorire così il processo di guarigione.

Lo sviluppo dell’io

Con l’articolo “Note su alcuni meccanismi schizzoidi” testo del 1946 la Klein descrive lo sviluppo del lattante e delle sue fantasie mediante 2 fasi che determina posizione schizo-paranoide e posizione depressiva. Il termine “posizione” sostituisce il termine “fase” usato da Freud per evidenziare il permanere nel tempo di questi meccanismi psicologici infantili in forma attenuata nella psiche normale e in forma accentuata in quella patologica. Posizione schizzoparanoidea (schizzo perché mostra dei meccanismi di scissione simili alla schizofrenia) e paranoide (per le fantasie persecutorie simili a quelli della paranoia) appare nei primi 4 mesi di vita. Fin dalla nascita l’IO del lattante è perseguitato dalle angosce provocate dalle pulsioni di morte che proietta sul seno materno (seno cattivo e persecutorio). Il seno diviene anche oggetto dell’aggressività del lattante che prova l’impulso di morderlo, di distruggerlo. I meccanismi di scissione non comportano ancora una differenziazione tra IO OGGETTO ma solo tra interno ed esterno. Il lattante cerca di porre ciò che avverte come cattivo fuori di se e di porre dentro di se ciò che avverte come buono. La posizione depressiva che appare a partire dal 4° mese di vita vede il prevalere di angoscia depressiva e sensi di colpa a seguito della percezione della bontà dell’oggetto e della propria cattiveria e distruttività. Il lattante comincia a differenziare se stesso dal corpo materno che è insieme oggetto d’amore e di ostilità.

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