Le due anime dell’uomo e le due anime della scultura - Morello

In: Arte On: Pubblicato da: Sara Cifarelli Hit: 262

L’interesse di Mirko Morello per la scultura nasce da bambino dal suo primissimo contatto con il legno, materiale che ha potuto apprezzare in tutti i suoi aspetti, tattili, olfattivi, visivi, osservando l’operato nel nonno, falegname di mestiere nel suo laboratorio artigianale, dove tutt’ora Morello continua a scolpire su materiali plastici come il legno e il marmo.

Al centro della sua ricerca sta l’uomo, ma soprattutto la “doppia maschera” che egli sfoggia per falsità, ipocrisia o come meccanismo di difesa, aspetto che rivela l’incapacità di “scoprire” sé stessi nella difficoltà a fidarsi del prossimo per paura di soffrire. In ogni scultura è possibile intravedere il doppio volto, ma questo cambia, lungo la sua carriera artistica, risolvendosi in lineamenti sempre più essenziali in quanto la fisionomia precisa e naturalistica nelle prime sculture scompare lasciando spazio a volti grezzi e stilizzati, riconoscibili dalla rappresentazione degli occhi, naso e bocca, elementi indispensabili ma allo stesso tempo gli unici che per Morello valga la pena di rappresentare.

L’opera Vuoti di memoria rispecchia tutti gli elementi della sua arte; due facce opposte che nei lineamenti ricordano le sculture africane, immobili, fredde come il marmo di cui sono fatte, ma anche umili ed eleganti nella loro perfetta stabilità, unite da uno stesso pensiero che spazia cercando il contatto con il vuoto attraverso i “buchi”: un modo per scolpire l’aria e mettere in comunicazione i due lati opposti della superficie. Vicino per certi aspetti alle sculture di Henry Moore e alle tele di Lucio Fontana, Morello ricerca nella durezza dei materiali plastici l’effetto pittorico creando, attraverso la gradina, un effetto graffiato tipo “forchetta”, che ricopre parte della superficie dando quell’aspetto grezzo simile all’ “epidermide” delle pietre e alle bellezze della natura. In questa dimensione ascensionale i volti si allungano, si contraggono, si alternano creando inter-spazi dove è possibile scorgere il vuoto oltre la materia, forse un modo per andare oltre l’aspetto superficiale dell’uomo e indagarne tutte le caratteristiche introspettive, liberandolo infine dalle barriere del corpo. Puro spazialismo.

                                                                                                                                               Vuoti-di-memoria-Morello

Vuoti di memoria

90x51x6 cm, marmo bianco di Carrara, 2007

Mirko Morello nato a Monselice nel 1983, si diploma presso la scuola superiore statale Pietro Selvatico di Padova nel 2002 in decorazione plastica e nel 2007 in scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il volto resta il tema centrale della ricerca artistica attraverso il quale Morello prova a esternare le sue sensazioni e, partendo da una ricerca formale, approda a una serie di trasformazioni: modifica i lineamenti del volto mettendo in risalto l’uomo intrappolato nella materia, semplificandoli o allungandoli, a testimoniare la sua difficoltà ad entrare in contatto con il mondo esterno. Nelle opere dello scultore sono sempre presenti i due volti, le "due anime", dualità che testimonierebbe il costante scontro interiore ed esteriore, tra l’essere e l’apparire. Sulla superficie scultorea è possibile intravedere un lato più grezzo, caratterizzato da venature naturali contrapposte al lato scolpito, due superfici collegate da facce umane stilizzate, riconoscibili nei loro tratti essenziali.

Sara Cifarelli

Mirko Morello

mnpko@libero.it

http://mirkomorello.blogspot.com/

Domenica Lunedi Martedì Mercoledì Giovedi Venerdì Sabato Gennaio Febbraio Marzo April Può Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre