Fobia sociale: difficoltà di parlare in pubblico

In: Psicologia On: Pubblicato da: Francesca F. Hit: 122

La paura di parlare in pubblico è una delle fobie più diffuse. Ansia, tachicardia, balbettio, annebbiamento mentale sono i sintomi generati dalla paura di parlare in pubblico.

Fobia sociale; il primo episodio si verifica in genere nell’adolescenza, anche se la paura rimane per tutta la vita. le persone che ne soffrono farebbero qualsiasi cosa per evitare la situazione temuta, poiché la sola idea provoca in loro l’esplosione di ansia. La difficoltà a parlare in pubblico, può avere conseguenze notevoli sul corpo. Basta che l’occhio mentale visualizzi il disprezzo degli ascoltatori e l’amigdala entra in funzione, provocando nel corpo una bufera improvvisa di ormoni dello stress.

Queste ansie sono state in parte archiviate nei circuiti che fanno capo all’amigdala. I nostri ricordi sono in parte ricostruzioni. Ogni volta che ne recuperiamo uno, il cervello lo riscrive in parte, aggiornando il passato in base alle conoscenze e alle preoccupazioni attuali.A livello cellulare, il risveglio di un ricordo comporta che esso venga riconsolidato, ovvero leggermente alternato a livello chimico da una nuova sintesi proteica che aiuterà a immagazzinarlo di nuovo dopo l’aggiornamento.Così ogni volta che richiamiamo qualcosa alla memoria, ne adattiamo la struttura chimica: la prossima volta lo recupereremo, esso emergerà con le modifiche apportate. Gli elementi specifici della nuova struttura dipendono da come avviene la rievocazione, se semplicemente proviamo di nuovo la stessa identica paura, la nostra fobia peggiora.

Ma la via alta è in grado di far ragionare la via bassa. Se durante la crisi d’ansia ci diciamo qualcosa che allenta la sua morsa, la situazione viene ricodificata come meno potente. Piano piano potremo rievocare il ricordo temuto senza provare ogni volta un accesso di angoscia. Le cure ,a volte, costringono alle presone ad affrontare proprio ciò che temono di più. Questo permette al soggetto sia di sperimentare la fobia, sia di imparare a dominarla. Le sedute hanno un inizio con una frase di rilassamento, che spesso prevede alcuni minuti di brevi respiri addominali. Si affronta quindi la situazione minacciosa, n un crescendo graduale che culmina nella sua versione peggiore. La terapia per il controllo della rabbia funziona altrettanto bene. I terapeuti, a volta, si spingono molto in là nel ricreare la scena che provoca una fobia sociale, seppur nell’ambito controllato del percorso di cura.

Rivivere un esperienza dolorosa del passato con qualcuno che ci aiuta a vedere le cose da una prospettiva diversa può gradualmente alleviare il dolore ricodificando i ricordi negativi. Potrebbe essere questa una delle cause del sollievo che deriva dal colloquio fra terapeuta e paziente: la chiacchierata in sé può modificare il modo in cui il cervello registra ciò che non va.

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