Edgar Degas - Ballerina di quattordici anni

In: Arte On: Pubblicato da: Sara Cifarelli Hit: 843

Edgar-Hilaire-Germain de Gas (detto Degas) nasce il 19 luglio 1834 a Parigi, figlio di un banchiere di origine napoletana e uomo di cultura, comincia a frequentare regolarmente il Museo del Louvre dove apprezzerà particolarmente i maestri Rinascimentali.

Degas parte dallo studio di Ingres considerandolo per tutta la sua carriera il principale punto di riferimento per la purezza del disegno ed è proprio per tale motivo che non accetterà l’en plein air, abbozzando in loco le figure per poi definirle in studio per mezzo di foto, schizzi o memoria visiva. Pertanto la natura di Degas non è mai, a differenza di Monet, una pittura derivata dalla sensazione visiva ma il risultato di un complesso studio di schizzi, riflessioni e accomodamenti successivi. Il disegno resta alla base della sua pittura restando fermo nella convinzione che l’en plein air, nella sua immediatezza, può solo dare un senso della realtà riduttiva e superficiale. La sua essenzialità si intravede nei disegni e negli schizzi preparatori sempre mantenendo un certo interesse per i dettagli. Dal 1874, dopo la morte del padre, inizia per la prima volta a dipingere per vivere, una perdita che gli aveva procurato gravi problemi economici; in parte per necessità, in parte per interesse, inizia a dedicarsi alle serie delle ballerine, un soggetto che a lui, frequentatore di opere, balletti e spettacoli teatrali, era congeniale e parallelamente apprezzato dalla società contemporanea. L’accesso al mondo dell’Opéra, uno scenario tra realtà e illusione, e il fascino per lo spazio del palcoscenico e le quinte, i gesti degli attori, gli strumenti musicali, le inquadrature improbabili e le luci della ribalta, inaugurano la sua passione per quel mondo rappresentante la sua epoca e al quale lui si sentiva vicino.

Nel 1872 grazie all’aiuto di Manet (conosciuto nel 1861 e che lo inserirà nel gruppo del Café Guerbois) entra in contatto con il mondo del mercato dell’arte vendendo alcuni dei suoi dipinti a Durand-Ruel, estimatore del gruppo. È il periodo dei temi più noti all’epoca della sua produzione: le lavandaie, le ballerine, le corse dei cavalli, gli spettacoli dell’Opéra. I café-concert fanno parte degli scenari rappresentati nei pastelli di Degas insieme ai soggetti delle ballerine e delle donne al bagno. Soffermandoci sui primi, si tratta appunto di locali pubblici parigini, simboli di un mondo frivolo ma anche di scambio culturale. La bellezza delle pose delle ballerine ci fa riflettere sulla scrupolosa attenzione che Degas riservava a tali atteggiamenti spontanei, anche in un momento serio come poteva essere la spiegazione di un docente, in questo caso un maestro di danza; non è intenzione del pittore rendere gli ambienti più belli e lussuosi trasmettendoci con realismo e naturalezza i gesti delle fanciulle, scomposti e poco femminili dicendoci che quei movimenti, così graziosi e aggraziati in scena, non sono altro che il frutto di interminabili prove. Tre studi di ballerine in posizione di quarta, opera realizzata tra il 1879 e il 1880, in “fusain” e pastello, è collegata alla scultura in cera rossa Ballerina di quattordici anni; si tratta della stessa ragazzina, Marie Geneviève, ballerina dell’Opéra di Parigi, costretta dalla madre a prostituirsi ancora minorenne.

Lo studio preparatorio è caratterizzato da tre diverse angolazioni dove la particolarità della posa è data dalla posizione delle gambe. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, Degas si avvicina alla scultura apprezzando particolarmente la cera mantenendo tra i soggetti privilegiati la serie delle ballerine. Degas custodisce gelosamente la sua preziosa scultura in studio fino alla morte tra continue rielaborazioni, rifiutando le offerte degli acquirenti. Un legame così profondo, simile all’amore di un padre per un figlio. Il nucleo di settantatre sculture in cera, gesso e terracotta che sono state salvate dell’amico scultore e pittore Paul-Albert Bartholomé sono rimaste sconosciute fino alla sua morte, ad eccezione della Ballerina di quattordici anni esposta alla mostra impressionista del 1881; l’originale è in cera rossa per imitare il colore della pelle, con un vero tutù in stoffa e scarpette da ballerina insieme a un nastro di raso legato ai capelli, dettagli che per il loro realismo suscitarono scandalo tra il pubblico durante l’esposizione. La statuetta Ballerina di quattordici anni è stata utilizzata da Degas per una serie di studi eseguiti tra il 1878 e il 1880 esercitandosi sul motivo del nastro e del fiocco legato sul capo o in vita. L’autore è definito da Valéry «il più sensibile indagatore della forma umana, il più crudele amatore delle linee e degli atteggiamenti della donna (…) il disegnatore più intelligente, più riflessivo, più esigente, più accanito del mondo», coglie le ballerine (e non soltanto loro) in atteggiamenti professionali, ricostruisce «l’animale femminile specializzato (…) e quei corpi più o meno deformati, cui fa assumere posizioni assai instabili nella loro articolata struttura, fanno pensare che tutto il sistema meccanico di una creatura viva possa fare smorfie, come un volto».

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E. Degas, Tre studi di ballerina in posizione di quarta, “fusain” e pastello, 1879-1880

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E. Degas, Ballerina di quattordici anni, cera rossa e stoffa, 1879-1880



Bibliografia consigliata:

G. Cricco, F. P. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 3, Bologna, 2009
G. Crepaldi, Grande atlante dell’impressionismo, Milano, 2006
M. T. Benedetti, Degas classico e moderno, 2004
M. C. Maiocchi, Degas e la pittura della vita moderna, Firenze, 2008
M. Pugliese, Tecnica mista, Milano, 2012
Benedetti M. T., Degas classico e moderno, Milano, 2004
Anne Maheux (a cura di), “Disegnare con il colore. La tecnica del pastello in Degas, De Nittis e Zandomeneghi” in Degas e gli italiani a Parigi, Ferrara, 2003
P. Valéry, Degas danza disegno, Milano, 1999

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