Come liberarsi della tristezza e tirarsi su-alcuni piccoli rimedi

In: Psicologia On: Pubblicato da: Marco Hit: 224

La tristezza è lo stato d’animo per liberarsi del quale è generalmente richiesto lo sforzo maggiore. Diane Tice riscontrò che le persone dimostrano grande inventive quando cercano di eludere la malinconia.

Naturalmente non è opportuno sfuggire a qualsiasi tipo di tristezza: anch’essa, come ogni altro stato d’animo, ha i suoi aspetti positivi: → mette un freno al nostro interesse per le distrazioni e i piaceri → fissa l’attenzione su ciò che abbiamo perduto → ci sottrae l’energia per intraprendere nuove imprese. → instaura una sorta di ritiro riflessivo dalle preoccupazioni frenetiche della vita, lasciandoci in uno stato di sospensione che ci consente di elaborare il lutto per la perdita → di meditare sul suo significato → di adeguarci psicologicamente ad essa → di fare nuovi progetti che ci consentano di sopravvivere. Nella malinconia, la vita è come paralizzata; nulla di nuovo vi può emergere. Sono gli stessi sintomi della depressione a farci presagire una sospensione della vita. Ma per la maggior parte degli individui, soprattutto nei casi meno gravi, la psicoterapia può rivelarsi utile, come pure i trattamenti farmacologici. Secondo quanto ha potuto constatare Nolen Hoeskman psicologo di Stanford, quando sono depresse, le donne sono molto più inclini al rimurginare degli uomini. Nolen Hoeksman ritiene che questo possa spiegare almeno in parte il fatto che la depressine viene diagnosticata nelle donne con una frequenza doppia rispetto agli uomini. Naturalmente, entrano in gioco anche gli altri fattori, ad esempio il fatto che le donne sono più disposte a comunicare il proprio disagio psicologico; oppure il fatto che nella loro vita ci siano più motivi per essere depresse. Gli uomini, dal canto loro, tendono ad affogare la propria depressione nell’alcol. E vanno soggetti all’etilismo in misura doppia rispetto alle donne. STRATEGIE PER TIRARSI SU. Secondo una teoria il pianto potrebbe essere un modo naturale per abbassare i livelli delle sostanze chimiche che innescano la sofferenza a livello cerebrale. Sebbene il pianto possa a volte interrompere un attacco di tristezza, esso può anche lasciare l’individuo ossessionato sui motivi della disperazione. L’ idea di un bel pianto è fuorviante: il pianto che rinforza la tendenza al rimurginare non fa che prolungare l’infelicità. Le distrazioni spezzano la catena dei pensieri che perpetuano e alimentano la tristezza; una delle principali teorie per spiegare l’efficacia della terapia elettroconvulsiva nelle depressioni più gravi è che essa causa una perdita di memori a breve termine, in altre parole, i pazienti si sentono meglio perché non riescono più a ricordare i motivi della loro tristezza. Una tecnica più costruttiva per sollevarsi il morale, secondo Diane Tice, è quella di prepararsi un piccolo trionfo o un facile successo: affrontare un lavoro di casa a lungo rimandato o sbrigare qualche altra incombenza della quale si desidera liberarsi. Per lo stesso motivo tutto quanto contribuisce a migliorare l’immagine di sé a un effetto rasserenante, anche se si tratta solo di vestirsi bene o di trucarsi. Uno degli antidoti più potenti contro la depressione è il reinquadramento cognitivo, ossia il cercare di considerare la situazione in modo diverso. Infine, alcune persone riescono a trovare sollievo dalla propria melanconia rivolgendosi a un potere trascendentale. Tice disse: «la preghiera, se sei molto religioso, può aiutarti in tutti gli stati d’animo e soprattutto nel caso della depressione»

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