Arte contemporanea: Bedin l'artista poliedrico

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Lo studio degli strumenti artistici spesso innovativi e l'uso degli stessi senza altro fine hanno caratterizzato molta parte di ciò che possiamo definire arte contemporanea, l'aspetto che definisce meglio l'arte contemporanea è la difficoltà di definirla criticamente. Prima della fine degli anni sessanta infatti la maggior parte delle opere poteva essere etichettata facilmente come frutto di una particolare scuola pittorica.

Fabio Bedin comincia da un periodo di formazione, frequentando vari corsi di disegno, pittura, scultura, ceramica e decorazione su vetro, nei centri d'arte e cultura della provincia di Padova, alcuni tenuti dallo scultore e pittore Giuseppe Lotto, noto docente d'arte di Padova. Bedin continua il suo percorso valendosi sempre del suo intuito, rifiuta di seguire percorsi più convenienti alterando sentimenti ed idee, crede nella sua spontaneità.

L’autore si presta principalmente ad una rappresentazione pittorica in quanto dotato di determinate qualità che consistono essenzialmente nell'irregolarità di un gradevole disordine di forme e colori apparentemente irrazionali ma che contengono curiose sensazioni, dalla delicatezza ai grandi sentimenti d’amore fino alle sensazioni di solitudine.

Nelle opere si possono osservare effetti di dinamismo molto forti, visibili chiaramente nelle sue sculture, figurate da materiali diversi abbinati tra loro. Le proporzioni e la natura astratta collegate alla sua capacità di sperimentazione continua lo portano ad essere distinguibile ad un elevato pubblico artistico, queste caratteristiche ne fanno chiaramente il suo “marchio di fabbrica”.Olio su tela, colori acrilici mescolati con smalti e polveri al quarzo, collage, tecniche di amalgama dei colori con l'aggiunta di altri composti chimici naturali, tempere varie, ceramica, polveri di vetro, sovrapposizioni di colori non leganti tra loro sono solo alcune tecniche dell’artista. Bedin Fabio nel suo percorso artistico/culturale ha ricevuto svariati premi di riconoscimento, attestati di partecipazioni importanti, come quello del "Kokusayart museum" di Tokyo, l’ attestato dal "Sano museum" di Shizuoka, l’ attestato al "Daimaru museum" dalla città di Kyoto e l’attestato /premio "Factart" come primo artista esposto a Padova. Molte volte il suo nome è apparso anche nei quotidiani di maggior rilevanza. In questi anni Bedin non rinuncia all’invenzione, riuscendo sempre in modo spontaneo, con le sue molteplici sfaccettature ad adattarsi al mondo artistico attuale con innovazione e straordinaria creatività, abilità che lo hanno portato ad essere identificato come "l'artista poliedrico".

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