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Villa Pisani una magnificenza architettonica nel cuore del Brenta

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Nel Quattrocento iniziarono a sorgere le ville lungo il Brenta, in numero ridotto a causa delle mentalità mercantile veneziana e delle numerose guerre. Tra il XVI e XVII secolo inizia il progressivo ripiegamento della Repubblica da mari sempre più insicuri e pericolosi, incoraggiata nella sua penetrazione verso l'entroterra e nelle sue opere di bonifica e dissodamento dei terreni, al fine di produrre in maggiore quantità prodotti di scambio per arginare la grave inflazione. Avviene quindi un passaggio da nobiltà mercantile ad agricola con il conseguente incremento delle ville di campagna. Fino dal primo Cinquecento le nobili famiglie veneziane scelsero le sponde del Brenta per localizzare le loro residenze in origine per attività agricole fino a una trasformazione mondana. Grazie alla presenza del fiume fu facile coltivare e commerciare con territori ricchi limitrofi come la città di Padova; una combinazione che determinà la progressiva formazione di uno dei paesaggi storici veneti pi? ricchi di ville con giardini, barchesse, brioli.

Una villa, organo di lavoro dei campi: spazi e strutture concepite secondo l’architettura palladiana per il suo asse principale, un cortile con barchesse e rustici ai lati e il brolo recintato. Al suo scopo pratico si aggiunse quello ricreativo e contemplativo:

< ..amministrazione delle cose della repubblica ed al governo delle cose proprie, potrà finalmente prendere ristoro e consolazione e quietamente potrà attendere agli studi e alle lettere ed alla contemplazione… Sarà visitato da virtuosi amici e parenti, avendo case giardini e fontane e simili luoghi di sollazzevoli> A. Palladio, I quattro libri di architettura, 1570

Lungo il percorso d’acqua emersero una ad una le residenze di campagna strutturate su un asse centrale e servite da un approdo sul fiume con annesso un primo giardino di ridotte dimensioni e con semplici partiture geometriche. L’edificio principale con ai lati le barchesse e gli annessi rustici aperti sulla corte, in genere era diviso da un muro e da un secondo e più ampio giardino per terminare con un brolo dal lato della campagna, uno scorcio dedicato alla coltivazione di frutta e ortaggi spesso recintato e ornato. Tra XVII e XVIII secolo i ricchi proprietari gareggiarono per conferire magnificenza alle residenze ormai concepite come luoghi per lo svago nella bella stagione. La villa quando fu costruita nella prima metà del Settecento era sia villa mondana che di rappresentanza; un’epoca che nonostante il declino della Serenissima, non limitò le famiglie illustri a ostentare ricchezze e un trattamento ospitale verso personaggi illustri quali regnanti e nobili. Una residenza ormai rivolta come uno specchio sull’acqua nella sua più totale maestosità ove le parti più alte dell’edificio dovevano essere le più curate adornate da timpani, pinnacoli, altane poiché più visibili allo sguardo di chi giungeva da lontano. La barchessa divenne foresteria con pareti affrescate per il piacere visivo degli ospiti. Versailles restò un punto di riferimento grazie alla permanenza di Alvise Pisani nel periodo in cui fu ambasciatore in Francia. Una villa come luogo di accoglienza per nobili, regnanti, sovrani e principi di tutta Europa oltre che percorso di transito per il ristoro dei cavalli, e infine comprata da Napoleone. Villa Pisani, detta originariamente di Santo Stefano, nasce come semplice costruzione tardo cinquecentesca, rimodernata nel Seicento con l’aggiunta di un pronao e corredata di un giardino contenuto retrostante. Interamente demolita nel 1720 l’anno in cui la famiglia intraprese la realizzazione della grande villeggiatura. I Pisani di Santo Stefano si erano distinti per l’abilità nei commerci e le gesta militari in suolo veneziano. Sin la Quattrocento diverse le cariche militari e civili che alcuni membri della famiglia ottennero dalla Serenissima permettendo di ambire nei primi anni del Settecento al soglio dogale veneziano. Alvise Pisani, procuratore dal 1711 e futuro doge si impegnò insieme al fratello Alvise ad accrescere l’importanza della famiglia cercando degli espedienti che potessero concretizzare il potere nobiliare. A Venezia ristrutturarono il palazzo di Campo Santo Stefano, oggi conservatorio Benedetto Marcello, affidandone la progettazione al conte, letterato e architetto Girolamo Frigimelica Roberti (1653-1732) di Padova che si occupò anche del primo progetto della villa e del giardino. I Pisani acquisirono i terreni intorno alla villa e nel 1720 realizzarono i primi padiglioni verdi, sulla base del progetto dell’architetto come la torretta del labirinto, le scuderie e il recinto con il portale del Belvedere, i portali laterali al palazzo e le alte finestre a tabernacolo. Nel 1721, prima che l’architetto lasciasse la regione per recarsi alla corte di Rinaldo III d’Este a Modena (dove morirà nel 1732), destinò a Almorò Pisani i disegni e i modellini delle diverse fabbriche attuate a Stra. Il suo progetto originario venne poi accantonato forse perché ritenuto troppo costoso o probabilmente perché giudicato non più adatto al nascente rigore neoclassico dei primi decenni del Settecento. Il modellino ligneo del palazzo non realizzato è custodito oggi al museo Correr di Venezia. Dopo la morte del Frigimelica, Alvise Pisani (doge nel 1735), intenzionato a completare la villa e a competere con le più grandi realizzazioni europee del secolo, consegnò il progetto all’architetto Francesco Maria Preti (1701-1774), famoso per la realizzazione del Duomo di Castelfranco, sua città natale. Completò il progetto in tempi brevi. Nel 1761 venne intrapresa la realizzazione del grande affresco della sala da ballo dal Tiepolo del “Trionfo della famiglia Pisani”. L’accademia voluta da Marina Sagredo nel 1750 circa fu affidata al Longhi che operò a Stra tra il 1763 e 1766. L’Accademia fu terreno fertile per l’avviamento in suolo regionale di artisti che con le loro realizzazioni continuarono ad arricchire gli ambienti della villa; un esempio Jacopo Guarana, allievo di Tiepolo che nel 1770 affrescò alla Sala di Bacco o Giuseppe Zais che dipinse i paesaggi del corridoio.

Dopo aver accantonato un progetto, troppo vicino all’impostazione del Frigimelica, arrivò al definitivo definito da un nuovo rigore architettonico palladiano basato su un ritmo armonico evidente sia nella concezione spaziale del palazzo che nella ordinata e ripetitiva scansione delle facciate. La villa veneta rappresenta il perfetto connubio architettonico tra lo spazio umano e ambientale. L’esempio del Palladio resta emblematico in quanto le ville venete dichiarano nel loro morbido inserimento paesaggistico i parametri del classicismo vitruviano ove echeggiano e si inseriscono in armonia con la natura quasi l’architettura fosse un prolungamento intellettuale della pulsione vegetale.

Ricerca con testi e immagini dedicati alla storia e alle collezioni del Museo Nazionale Villa Pisani scaricabili al seguente link:

https://www.needfile.it/it/home/214-museo-nazionale-villa-pisani.html

Pubblicato in: Attualità, Arte

Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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