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Una particolare struttura geologica il vulcano

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Con il nome "vulcano" si intende quegli elementi della superficie terrestre da dove fuoriescono materiali provenienti dall'interno della TERRA, percorrendo un preciso cammino e tracimando, infine, da un cratere; con l'andar del tempo, l'accumulo di tali materiali forma una montagna o cono vulcanico, che può avere un cratere principale e alcuni secondari.

Al contrario di quello che comunemente si pensa, non sempre un'eruzione vulcanica comporta disastri; alcuni dei SUOLI più fertili in molte regioni del mondo hanno origine vulcanica e, inoltre, il vapore che fuoriesce dai vulcani viene utilizzato come fonte di calore negli Stati Uniti del Nord America, in Islanda, in Nuova Zelanda e anche in Italia. Il materiale vulcanico è composto da lava e da ROCCE ignee; la quantità di silicio nega lava varia dal 35 al 75%, mentre il basalto, che contiene poco silicio, è una roccia che assomiglia alla lava. La riolite che è molto più densa della precedente ha un'alta percentuale di silicio e l'andesite occupa un posto intermedio tra le altre due rocce. Le rocce ignee hanno varie dimensioni e differenti aspetti: possono presentarsi sotto forma di grandi blocchi di polvere, detta anche, appunto, cenere vulcanica. I vulcani possono avere coni appuntiti di scorie, formati da accumulo di frammenti solidi, o possedere coni composti dall'alternanza di lava e rocce ignee, o essere vulcani «a scudo», con fianchi lisci formati dalla lava solidificata.

I gas e vapori che emette un vulcano sono costituiti da anidride carbonica, idrogeno, azoto, solfuro di idrogeno e anidride solforosa. Non tutte le eruzioni vulcaniche sono uguali, ma differiscono soprattutto per lo stato fisico della lava, cioè, alla maggiore o minore fluidità che ha al momento della eruzione. In totale si possono considerare, fra i 450 vulcani attivi, tre tipi di eruzioni: esplosive, che liberano grandi quantità di gas; tranquille, con pochi gas e grande quantità di lava; e quelle di tipo intermedio. Due vulcani di tipo esplosivo sono il Pelèe, nella Martinica, e il Krakatoa, fra Giava e Sumatra. Il Pelèe iniziò ad emettere colonne di fumo e ceneri vulcaniche il 23 aprile 1902 e l'8 maggio dello stesso anno fu teatro di una terribile esplosione. Dal cratere sorse una grande NUBE di materiale igneo, formato da vapore bollente, gas, magma e rocce. La nube scese lungo il fianco laterale della montagna e si abbatté sul villaggio di Saint Pierre, uccidendo 30.000 persone. Il Krakatoa, 800 metri più alto, esplose nell'agosto del 1883 e una delle quattro esplosioni si udì in Australia, a 4.800 km di distanza; l'isola di Krakatoa rimase naturalmente distrutta, ma non si ebbero vittime, dal momento che era disabitata; tuttavia le esplosioni causarono un tsunami, un fenomeno che consiste in un'immensa onda che si sposta a grande velocità' che in prossimità della costa di Giava e Sumatra provocò un muro di più di 40 metri, uccidendo così 36.000 persone. I vulcani a scudo delle Hawaii, sono del tipo denominato tranquillo. Piccole esplosioni fanno uscire lava fusa dai crateri e dalle fessure delle montagne.

La lava, molto fluida, prima di solidificarsi percorre grandi distanze ad una velocita' di 20 km per ora. Infine, i vulcani chiamati di tipo intermedio comprendono quello della ISOLA Vulcano situata nel mar Mediterraneo, vicino alle coste della Sicilia settentrionale. In questi si ha all'inizio una esplosione non di notevole entità seguita da un flusso regolare di lava. L'eruzione del Vesuvio a Napoli, nell'anno 79 fu di tipo esplosivo: infatti seppellì sotto una PIOGGIA di cenere le città di Pompei ed Ercolano. Esistono vulcani dove la crosta terrestre ha consistenza instabile. I principali cinturoni vulcanici si trovano nel cosiddetto «anello di fuoco», attorno al Pacifico, nella regione del Mediterraneo Centrale, nella valle del Rift (Africa orientale) e al largo delle cordigliere oceaniche. Lungo queste, il magma fuso fuoriesce e aggiunge nuove rocce alla crosta, provocando un aumento della superficie oceanica e la cosiddetta deriva dei continenti. Quando la roccia fusa si accumula, forma vulcani come il Surtsey, che nacque di fronte all'Islanda nel 1963. Possono comparire vulcani attivi anche dove l'attrito di una lamina contro un'altra riesce a fondere la roccia dando così luogo al magma, che esercita una notevole pressione per uscire alla superficie. I vulcani che non sono vicini ai limiti delle citate lamine si possono formare a causa dell'esistenza di punti caldi che si trovano sulla crosta terrestre.

Pubblicato in: Animali e Natura

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