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Sensazioni liquide - Pawel Rosinski

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Quando ho conosciuto Pawel ho subito avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad una personalità particolare dalla grande necessità di comunicare. Tuttavia questa urgenza non poteva essere appagata dalle parole, bensì dalle immagini.

Il processo creativo che sta all'origine delle sue opere nasce proprio da questa sete che Pawel stesso non riesce a tradurre se non con i pennelli. Un famoso detto cinese sostiene che un gesto vale più di mille parole: così per Pawel colori e forme ci invitano ad entrare in un universo personale che vive del suo quotidiano. Ogni tela rappresenta il tentativo di fissare una sensazione che non è solo il frutto di un attimo percepito, ma è il risultato della relazione composita di mille occasioni esperite nel tempo; ogni momento raccoglie nelle mani e negli occhi dipinti la memoria che affiora da un'esperienza. I soggetti prendono spunto dalla realtà, uomini, donne, bambini, fiori, ma si tratta di una realtà che vissuta e rivissuta dall'interno acquista significato autonomo. Così quelle dita che si spingono oltre la tela fino quasi a toccarci e quegli sguardi sognanti che cercano l'incontro, estratti dal contesto che li ha ispirati diventano nuovi e filtrati dalla sensibilità di Pawel si avvolgono di una dimensione magica. Il ricorso alla tecnica dell'acquerello è stata conseguenza naturale, tanto da poter dire che siano stati gli strumenti stessi a spingerlo all'arte : l'acquerello permette di esprimersi con la delicatezza e la verità che contraddistinguono lo stesso artista.

Con l'acquerello non si può mentire o camuffare: il tocco sulla tela si svela immediatamente agli occhi di chi la osserva. In alcune tele gli elementi sono dotati della freschezza che caratterizza una nascita, quasi fossero bagnati di luce; altre invece portano la densità di un ombra di malinconia e sofferenza che ci riporta al distacco dalla terra madre dell'artista, la Polonia. Ma questi stati d'ombra che si scontrano con le zone di luce non sembrano volerle opprimere, piuttosto cercano un dialogo con esse.

Nessuna tela è firmata né titolata proprio perché ciò che è dipinto non può avere rappresentazione verbale: i segni della grafite, le zone ora nebulose, ora chiarissime quasi impercettibili si affidano ad una grammatica che ha la stessa dignità della grammatica di una lingua scritta, o forse ne ha una più alta data l'autonomia dell'immagine che è percepibile senza il vincolo della traduzione in parole. Secondo Paul Klee, pittore francese del Novecento l'arte non riproduce il visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è. Le tele di Pawel vivono di questo. Invito chi le incontra a non cercare di interpretarle o di scoprire quale sia il segreto nascosto dietro al loro linguaggio, ma a viverle empaticamente attraverso la lente del proprio vissuto.

Pawel Rosinski

pawel.ros@alice.it

pawelrosinski@hotmail.com

www.armoniedarte.eu

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Pubblicato in: Arte

Consegue nel 2018 la Laurea magistrale in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici presentando come tesi l'eredità di Bruno Munari, un laboratorio per l'infanzia. Dal 2014 comincia a collaborare con diverse realtà del panorama patavino e veneziano quali l'Associazione Arti Espressive di Marghera progetta Danza e pittura, e alla quinta edizione di Uovokids, festival pluridisciplinare dedicato alla creatività contemporanea per bambini.

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