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Razzismo differenzialista

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Spesso i termini come etnia e razza vengono utilizzati per delle ricerche in materie come l'antropologia e questo porta che tutto venga usato come strumento o giustificazione “scientifica” di pratiche di discriminazione.

Una nuova forma odierna può essere chiamata razzismo differenzialista (o fondamentalismo culturale) non si tratta più di quelle gravi ideologie imparentate con Hitler, non si parla di razza e di differenza ma si parla più di culture o etnie, per indicare le radici di un popolo differente da un altro. Tutte le culture del mondo hanno uguale dignità e importanza e non possono essere giudicate dall’esterno e da regolamenti estranei, è giusto dire anche che è bene preservare la diversità culturale invece di ricercare una omologazione che sta già investendo il mondo contemporaneo, bisogna favorire lo scambio e il dialogo culturale e rispettare i confini e le identità.

Negli ultimi anni per “etnia” si indica un termine per indicare le differenze tra gruppi umani, molto usato dai mass media.

Il termine deriva dal greco “ethos” che indica gruppo di individui distinto da proprie caratteristiche, era usato prevalentemente in modo discriminatorio. Nel linguaggio religioso era un termine utilizzato per indicare i non ebrei e i non cristiani, quindi tutte gli altri appartenenti ad altre religioni erano definiti “etnici”

In antropologia che in sostanza definisce come etnia un gruppo che condivide un insieme di elementi culturali, anche se il termine spesso viene usato per aspetti di valutazione, un aggettivo, etnico non è mai quella cultura più diffusa e dominante ma sempre tutto il resto. Oggi è più difficile riconoscere il razzismo, però può essere considerato razzista chi discrimina su categorie di immigrati basandosi sul tasso di criminalità maggiore chi fa parte di una classe privilegiata e vede in individui considerati più deboli una minaccia per la propria posizione. Uno studioso francese identifica tre tipologie di comportamento per definire ad oggi un comportamento razzista:

a) categorizzazione essenzialista: chi suddivide in categoria un gruppo sotto il concetto “nascere tali, significa essere e restare tali”

b) stigmatizzazione: processo di riduzione ed esclusione simbolica ,attribuzione a stereotipi negativi, la mixofobia (la paura della mescolanza parlando tipo di contaggio.)

c) barbarizzazione: è il più alto grado di distanziamento ed esclusione dell’altro considerato “barbaro” diverso, inferiore e pericoloso. Antirazzismo Molto complesso è anche il discorso anti-razzismo che corre il rischio non solo di usare gli stessi strumenti del proprio avversario ma di riprodurre stessi meccanismi.

Negli anni ha conseguito certificazioni come tecnico per la grafica 3D e Mechanical Design, approfondendo il ruolo di venditore commerciale. Nel settore del Web Marketing, sperimenta e sviluppa lo studio dei molteplici linguaggi di programmazione web e grafica digitale. Iscritto a scienze sociali all'Università di Padova studia l'insieme delle discipline che indagano l'origine e l'evoluzione delle società umane. Fondatore del sito, assieme a un team di creativi gestisce e coordina lo sviluppo della piattaforma digitale.

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