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Perché le chiamano galline padovane

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Avete mai sentito il termine “gallina padovana”?

E’ un termine che viene scherzosamente attribuito alle padovane. Ma da dove nasce?

In seguito alla sconfitta che nel 1214 i padovani subirono alla torre di Bebbe presso Chioggia, i veneziani tra le molte richiese pretesero dagli sconfitti un tributo annuale di 30 galline. L’accordo venne mantenuto dai padovani per cinque secoli, una tradizione che vide la liberazione dei pennuti lungo i sestieri di Castello e San Nicolò mentre i veneziani ammiravano le popolane rincorrere le galline fra le risate dei presenti. La tradizione cessò nel 1797 con la caduta di Venezia.

La “Padovana” è una razza di gallina antica e riconosciuta come presidio slow food italiano. Elegante e leggera, questa gallina ha la particolarità del grande ciuffo che abbellisce la cresta con una faccia rossastra e una folta barba che incornicia il becco forte ed arcuato, oltre al tronco leggermente allungato e inclinato, largo alle spalle e stretto verso la schiena, occhi rotondi, grandi e vispi. Un esemplare dalle diverse colorazioni: argento orlato nero, bianco, camoscio orlato bianco, grigio perla, nero, oro e tricolore.

gallina-polverara

*Coppia di Gallina Polverara nera Catalogo della Casa di Avicoltura Lyon, di Padova, del 1905 foto dal blogdipadova

Secondo le testimonianze storiche, sembra che Dondi dell’Orologio trovandosi in Polonia, nel 1300 notò questa razza che lo colpì particolarmente scegliendo di portare qualche esemplare a Padova. Un’ipotesi non del tutto affidabile, smentita dal giornalista padovano Franco Holzer sostenendo che Dondi non ebbe mai contatti con la Polonia. Pare invece più plausibile l’ipotesi secondo cui i polli ciuffati sarebbero giunti in Veneto attraverso il cammino dei pellegrini dell’est europeo, diretti nei monasteri sacri come quello di Santa Maria della Riviera a Polverara.

La gallina padovana è allevata rigorosamente a terra - spazi di conduzione per lo più famigliare - e alimentata con granaglie, integrate nell’ultimo periodo con latte e miele. È un alimento tipico della cucina locale assieme alla “sorella” la gallina Polverara, oltre all’oca, il pollo, la gallina collo nudo, i piccioni “Torresani” di Torreglia o il poco diffuso tacchino dei Colli Euganei. Diffusissimo sulle tavole venete anche coniglio o il tacchino che arricchiscono primi piatti quali i “bigoi al torcio”.

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*gallina padovana in brodo, ricetta veneta, immagine da giallozafferano

immagine in copertina da euganeamente

Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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Commenti

  • provenienza Gallina padovana.
    Da:Fabrizio In 16/05/2021
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    5.0

    Buongiorno, tema interessante. Avevo letto che la provenienza dalla Polonia, del pennuto in questione, era dovuta agli studenti polacchi che durante il viaggio per raggiungere la prestigiosa università di Padova, per il loro sostentamento, si portarono dietro i gallinacei dal ciuffo, introducendoli nel territorio padovano. Questa ipotesi è quella che trovo più affascinante. Saluti.