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Noam Chomsky: pubblicità e il controllo di massa

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Nella società attuale è risaputo che i mass media esercitano una profonda influenza sulla mentalità comune influenzandone le abitudini, arrivando a manipolare la collettività. Una tecnologia in continua evoluzione che interpreta e definisce ciò che è normale ed accettabile. Lo stesso Noam Chomsky, celebre filosofo statunitense del XX secolo, ritiene che la manipolazione mediatica non abbia confini e sappia interpretare tali punti:

- La strategia della distrazione: nient’altro che un’attenzione deviata del pubblico dai principali problemi fondendo una serie di informazioni poco considerevoli non lasciando spazio al pensiero critico e consapevole.

- Creare problemi offrendo soluzioni: si crea il problema che produrrà una reazione voluta nel pubblico portando ad accettare una determinata circostanza.

- La strategia della gradualità: per far accettare una misura inaccettabile è sufficiente applicarla gradualmente. Successe negli anni ’80 ’90 attraverso cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati imposti in una sola volta.

- La strategia del differire: cioè un altro possibile modo per fare accettare una decisione presentandola come dolorosa e necessaria, ottenendo l’approvazione comune per applicazioni future.

- Rivolgersi alle persone come fossero bambini: attraverso l’intonazione particolarmente infantile si inganna lo spettatore colpendo sul senso critico dell’individuo.

- Usare l’emozione piuttosto che la riflessione: l’uso dell’emotività apre le porte dell’inconscio permettendo di instaurare nuove idee, timori, paure, desideri, pulsioni o per indurre ad azioni.

- Mantenere un livello di ignoranza e mediocrità: rendere la gente incapace di comprendere tecniche e metodi utili per l’autocontrollo. Alle classi sociali più umili deve essere impartita un’educazione mediocre e difficile da colmare.

- Educare il pubblico alla mediocrità: far credere alla massa che ciò che conta è restare stupidi, volgari e ignoranti.

- Rafforzare il senso di colpa: far credere alla persona di essere solo lui l’artefice delle sue disgrazie, portando a una sua svalutazione e a uno stato depressivo. Favorisce l’impossibilità di agire.

- Conoscere la gente meglio di essa stessa: il sistema negli anni ’50 ad esempio, è riuscito a conoscere l’individuo molto meglio dell’individuo stesso comportando un ampio controllo di massa.

Dopo la seconda guerra mondiale, l’individuo ha edificato un’etica più incline alla libertà di stampa e di pensiero fino a rigettare nel tempo, qualsiasi imposizione dall’alto incline a una società totalizzante che fa paura. Ha preso piede la tendenza comune di differenziarsi attraverso esperienze ed interessi, trovare la propria strada nell’ambito professionale quanto nella sfera privata, cercando il proprio ruolo sociale evitando ogni forma di omologazione. Questo grazie anche all’avvento di internet dove è possibile reperire in tempi veloci moltissime notizie da tutto il mondo. Il digitale apre le porte a nuove logiche, nuove possibilità, nuove attitudini.

Gruppo di lavoro del team di Needfile uniti per la stesura di articoli.

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