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Manga e anime fenomeno mondiale

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Manga deriva dal giapponese man (漫), che significa ozio, senza uno scopo ben definito e ga (画), pittura, disegno, termini che insieme significano "un disegno senza uno scopo".

Il primo manga Chōjū-giga (鳥獣戯画) risale all'epoca Heian (784-1185 d.C.) disegnato su un rotolo di carta, un volume senza fumetti né personaggi parlanti in un periodo storico in cui non esisteva il termine "manga", ma "giga" (caricatura). La parola "manga" è stata usata da Santō Kyōden (山東京伝), un pittore e scrittore del 1798 per una tipologia di stampa artistica, lo ukiyo-e una scrittura diffusasi attraverso la raccolta dei disegni di Katsushika Hokusai (葛飾北斎).

Tra le riviste giapponesi più celebri nominiamo Jump, Sunday, One Piece e Naturo numeri con cadenza settimanale o mensile. Il Manga è un fenomeno della cultura giapponese conosciuto grazie allo stretto rapporto con gli OAV (Original Anime Video), o anime (i cartoni animati seriali) come Hokuto No Ken, Dragon Ball, Sailor Moon, City Hunter icone degli anni Ottanta riproposte, tradotte e censurate in tutto il mondo. Una moda che coinvolge da sempre tutte le età, un commercio presente in negozi e manifestazioni fieristiche ed eventi come il Lucca Comics in Italia, oltre al mercato digitale che propone oggetti correlati come i gadget per cosplay, travestimenti esuberanti e colorati in omaggio ai personaggi più celebri.

Catalogati in numerosi generi e sottogeneri così come avviene per gli Anime, i manga si distinguono per le tematiche destinate a un determinato pubblico.

  • Kodomo - per bambini fino ai 10 anni
  • Shōjo - per ragazze dai 10 anni fino alla maggiore età
  • Shōnen - per ragazzi dai 10 anni fino alla maggiore età
  • Seinen - per un pubblico maschile maggiorenne
  • Josei (o Rēdisu) - per un pubblico femminile maggiorenne

Ciascun genere demografico privilegia determinati personaggi rispetto ad altri, tuttavia questo tipo di distinzione può rivelarsi fuorviante ove un anime quanto un manga dovesse trattare al contempo tematiche differenti. Non esiste in realtà una categorizzazione univoca trovando accreditamento più presso il pubblico che ad opera di un autore. Ad ogni modo, volendo fornire un'indicazione di massima delle categorie di anime come per l’elenco precedente troviamo i seguenti sottogeneri:

  • Kodomo: Aniparo - parodie; Fantasī - fantasy.
  • Shōjo – Josei: Mahō shōjo - storie con protagoniste dotate di poteri magici; Shōjo-ai - storie d'amore tra ragazze; Shōnen-ai - storie d'amore tra ragazzi; Ren'ai - storie d'amore; Romakome - commedie romantiche (es. Georgie, Rayearth).
  • Shōnen – Seinen: SF - storie di fantascienza; Mecha - storie di fantascienza incentrate sui robot; Spokon - storie sportive; Meitantei - storie poliziesche; Fantasī - fantasy (es. Dragonball, Death Note, Naruto, Bleach, Saint Seiya).
  • Seinen – Josei: Gekiga - storie drammatiche; Gore, Kyōfu o Horā - storie violente, del terrore o dell'orrore; Suriraa - gialli; Hentai - storie erotiche; Yaoi - erotismo omosessuale maschile; Yuri - erotismo omosessuale femminile; Rorikon - erotismo adolescenziale femminile; Shotakon - erotismo adolescenziale maschile (es. Akira, Alita, Eden, L'Immortale, Oh mia Dea!) (es. Honey & Clover, Nana).

Vi starete chiedendo la differenza tra un fumetto orientale e uno occidentale.

I fumetti nipponici si leggono al contrario. 

Una scelta legata alla cultura del Paese del Sol Levante: una scrittura che procede da destra verso sinistra come libri, quotidiani e riviste oltre a copertine e rilegature riportate a destra quanto le vignette e i bollon (i dialoghi dei personaggi). Un approccio insolito e alternativo, con la sensazione di leggere l’immagine rivolta verso uno specchio!

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Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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