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Lo spaghetto il piatto del futuro

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Lo spaghetto al pomodoro è il piatto simbolo del futuro abbinato a un elenco di ingredienti pronti, puliti e misurati ma anche “glocal” riadattato a ingredienti di cucine diverse, purché sia facilmente ordinabile dalle app. È proprio così che se lo immaginano i giovani: un prodotto saporito, pratico e sano. Ma partiamo dall’origine del prodotto.

Come nasce l’idea di un nuovo piatto?

Certamente il concetto parte dall’area di marketing che intercetta e analizza le tendenze del mercato alimentare e le scelte dei consumatori. Come secondo step l’area Ricerca&Sviluppo analizza le materie prime selezionate e ne definisce la ricetta proprio nell’individuazione della miscela perfetta attuando prove di pastificazione e successiva cottura. Definita la ricetta della nuova pasta si redige la scheda tecnica in collaborazione con l’Ufficio Qualità nel rispetto di tutti i protocolli sanitari. Ora il prodotto è idoneo al consumo e può essere commercializzato grazie al reparto Produzione.

In 10 anni il consumo della pasta è quasi raddoppiato passando da 9 a circa 15 milioni di tonnellate annue, un punto fermo della nostra dieta quotidiana che è stato capace di adattarsi a tendenze e tempi sempre più frenetici. Ebbene sì perché come cambiano i consumi e le interazioni, anche il nostro rapporto con la tavola viene veicolato dalla frenesia dell’epoca digitale. Non fraintendete! Stiamo comunque parlando di un prodotto reale, intriso di tutte le sfumature mediterranee ma di più veloce consumo e semplicità di condimento. Cambia la ricetta, la modalità di acquisto e di consumo, il formato e le porzioni. La fortuna della pasta è dovuta alla sua capacità di riadattarsi alle richieste dei consumatori, alle tendenze alimentari e alle etiche sempre più ecologic con la sperimentazione di nuove farine più digeribili e poco raffinate.

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Quali sono le tendenze del futuro in campo culinario?

La risposta ce la danno i pastai del food in occasione del Wold Pasta Day 2019 offrendoci sei tendenze dove vincono due must: semplicità e sostenibilità accompagnate da porzioni ridotte. I professionisti sempre alla ricerca di ricette ricche e gustose, investono ogni anno mediamente il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo per un totale di 500 milioni di euro. E allora proiettiamoci nel futuro e immaginiamoci fra trent’anni. Cosa accadrà nel 2050? Ecco le sei tendenze individuate.. la pasta dovrà essere:

CLASSICA: rispetterà la sua storicità e cosa c’è di più importante della tradizione? La voglia di “divertirsi mangiando”, uno stile di vita che continuerà ad essere il portabandiera mondiale della cucina mediterranea.

SOSTENIBILE: continuerà ad essere vicina all’ambiente incontrando le verdure dell’orto e altri ingredienti tipici della tradizione come il ragù, la carbonara o il pesto, forse reinterpretate anche in ottica più vegetale, a km zero e senza sprechi.

GLOBALE (GLOCAL): resterà competitiva sui mercati internazionali sapendosi adattare alle sfide della globalizzazione, accogliendo anche gli influssi di altre e sempre diverse tradizioni.

INNOVATIVA: offrirà soluzioni sempre più evolutive come farine integrali o a base di energizzanti tipo la spirulina, o tecnologiche come la stampa 3D..

CONSAPEVOLE: garantirà ai consumatori una trasparenza di informazione sensibilizzando più consapevolmente al consumo.

SEMPLICE: punterà a condimenti semplici ed elementari accanto a porzioni ridotte vincendo sull’etica gourmet.

Una nuova visione che reinterpreta una cucina più inclusiva, sostenibile e innovativa.

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Pubblicato in: Attualità

Gruppo di lavoro del team di Needfile uniti per la stesura di articoli.

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