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L'ideologia del terrore delle jihad

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Il terrore nelle nostre città è mosso dall'ideologia della Jihad, una grande volontà di combattere gli “infedeli” secondo una maligna visione della Sharia, la legge islamica. Si ricorda l'attentato alla sede di Charlie Hebdo è stato un attacco terroristico avvenuto il 7 gennaio 2015 contro la sede del giornale satirico a Parigi.

La mentalità della “guerra santa” che identifica le volontà con il profeta Maometto di imporre ovunque nel mondo il rispetto per la legge islamica. Questi piani attirano migliaia di individui legati da questa versione dell’Islam. “Salafita” è una parola oggi spesso usata per indicare il musulmano conservatore o integralista che è ideologicamente vicino alle posizioni espresse dalle organizzazioni terroristiche più radicali, come al-Qaida quel movimento terroristico islamista nato nel 1989, sotto la guida di Osama Bin Laden. L’ideologia si è trasformata in una forma di governo totalitaria con territori sempre più vasti e membri sempre più numerosi contro gli odiati nemici, gli ebrei, la Russia, l’Europa e gli Stati Uniti. Sono ideologie che ricordano molto le dittature del Novecento, i regimi di Stalin in Unione Sovietica e il desiderio di supremazia della razza ariana di Adolf Hitler.

Al-Baghdadi terrorista iracheno e leader dell'autoproclamato Stato Islamico (ISIS), partendo dall’unione dell’Iraq e del Levante arrivando a creare uno stato unico abrogando quella vecchia suddivisione dell’impero ottomano tra Londra e Parigi che aveva portato all’origine di molti stati, Iraq, Palestina, Siria, Transgiordania, Arabia Saudita e Libano tramite l’accordo Sykes-Picot.

Oggi si parla di terrorismo perché delle persone vengono considerate degli interpreti del Corano senza aver discendenza diretta e certa di Maometto, individui che creano qualcosa di non autentico, lontano dalla religione, un qualcosa di oppressivo, un pensiero di morte e distruzione. Lo Stato Islamico ha un notevole potere, controlla il territorio e la popolazione rendendo la vita difficile ai “nemici” del Califfato. Anche le risorse umane che partecipano a queste ideologie aumentano, si parla di oltre 200.000 soldati volontari, tra cui molte persone qualificate. Si ricordano le minacce dello Stato Islamico diffuse dalle riviste online di propaganda del paese: “Prenderemo Roma, spezzeremo le sue croci, renderemo schiave le sue donne, e se non riusciremo noi a farlo, ci riusciranno i nostri figli o i nostri nipoti, vendendo sui mercati degli schiavi i figli di Roma”.

Pubblicato in: Sociologia

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