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Le teorie delle situazioni di Harold Garfinkel

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Harold Garfinkel nasce in New Jersey nel 1917, inizia il suo percorso di studio, abbracciando l'economia aziendale e la contabilità seguendo i consigli del padre. Finita la seconda guerra mondiale dove presta servizio di leva divenne studente di Talcott Parson dove Garfinkel si avvicina realmente alla sociologia. Seguendo i metodi di indagine di Parsons anche Garfinkel faceva riferimento al metodo con approccio “bottom-up” un metodo che procede dal basso verso l'alto per analizzare i pilastri su cui si fonda l'ordine sociale.

Garfinkel cerca una rete teorica di come i soggetti analizzano le situazioni pratiche prendendo decisioni e producendo le proprie azioni. Per Garfinkel è necessario guardare alle micro-interazioni e ai micro-scambi piuttosto che alle istituzioni e strutture sociali, sviluppo inoltre un suo approccio sociologico chiamato “etnometodologia” dove le regole alla radice dell’ordine sociale si costituiscono a partire dal comportamento delle persone in varie situazioni diversificate, ed è in base alle interazioni quotidiane che si riesce a comprendere i meccanismi dell’ordine sociale. Garfinkel propose anche degli esperimenti ai suoi studenti, chiamati “breaching experiment” per esempio chiese ai suoi studenti di considerarsi dei semplici inquilini in famiglia e di rivolgersi ai propri genitori con il “signor x” e “signora y” la conclusione fu un senso di esasperazione e rabbia perché venivano minacciati i fondamenti dell’ordine sociale, anche la semplice attesa in fila la considera in un organizzazione collettiva basata su tacite regole dell’interazione sociale. Le sue analisi ruotano intorno alla natura degli attori sociali, alla loro esigenza di fare la cosa giusta e di non sentirsi non adatti o fuori posto.

-Il problema della comprensione reciproca: la domanda fondamentale alla quale G. tenta di rispondere nelle analisi è come sia possibile che la vita sociale venga vista e vissuta dai partecipanti e dagli osservatori come un complesso di situazioni coerenti ed ordinate, nella quale è facile orientarsi e fornire una descrizione a terzi. Il mistero della vita sociale che affascina G. è come è possibile che una moltitudine di attori indipendenti comprenda “allo stesso modo” il mondo sociale. Garfinkel afferma che gli attori hanno molte esperienze pregresse che rendono queste situazioni più o meno familiari, dispongono di una notevole capacità di invocare norme e aspettative per spiegare l’andamento di un’interazione e apprendono continuamente dall’ambiente al quale partecipano. Nell’ottica di Garfinkel le esperienze, le aspettative e le informazioni detenute dagli attori non si configurano come causa della comprensibilità dell’interazione. Si tratta di competenze senza le quali sarebbe impossibile partecipare alla vita sociale, ma che al tempo stesso non determinano il funzionamento dell’interazione sociale. Garfinkel afferma che per studiare l’ordine sociale occorre guardare al luogo in cui l’ordine sociale (la comprensività condivisa della situazione) viene prodotto: la situazione sociale stessa, l’interazione tra una pluralità di attori indipendenti.

-Il carattere sociale della comprensione: Secondo Garfinkel quando due o più attori si trovano in una situazione di compresenza fisica si genera = contesto la compresenza fisica diventa comunicazione perché ogni partecipante ad una interazione è comunque costretto a produrre comportamenti riconducibili dagli altri alla luce delle specifiche caratteristiche di quel particolare contesto. Garfinkel vede il mondo sociale come un vasto complesso di situazioni (scene sociali locali) ognuna delle quali viene attraversata da popolazioni di attori che vi entrano e vi permangono per un po’, assumendosi impegni più o meno esigenti. L’aspettativa socialmente rilevante per il funzionamento dell’interazione è costituita, secondo Garfinkel dalla convinzione generalizzata che la situazione sia comprensibile e che quindi ogni evento possa essere ricondotto a una ragione e a una regola. Secondo il sociologo la comprensibilità dell’interazione è il risultato di una grande quantità di continue attività comunicative, percettive e valutative. E’ l’inserimento di una sequenza di comunicazioni a far sì che il significato di un’azione venga approfondito e rivisto alla luce delle relazioni che suscita, attivando cosi ulteriori azioni.

-L’azione e i suoi resoconti: Gli attori sociali dopotutto parlano di quello che fanno, dedicano il loro tempo a raccontare, descrivere, spiegare le proprie azioni passate, presenti e future. Garfinkel insiste sul perché queste spiegazioni o resoconti rappresentino una dimensione dell’azione radicalmente diversa dall’azione che affermano di descrivere e interpretare. Si tratta non di un riassunto linguistico di un evento, bensi’ di un nuovo evento che richiama e trasforma il primo. Egli rileva una radicale differenza tra le azioni degli attori che hanno significato e razionalità solo all’interno del determinato contesto nel quale avvengono, e i rendiconti di queste stesse azioni offerte dagli attori a una varietà di soggetti istituzionali. Non si tratta solo del fatto che gli attori sociali possano mentire o avere scarsa memoria. Il problema è che tali resoconti riflettono inevitabilmente il punto di vista di un attore, mentre l’ordine sociale secondo Garfinkel può essere condotto soltanto osservando direttamente ciò che accadde nelle situazioni in cui tale ordine viene prodotto, prestando attenzione ai dettagli della situazione stessa e agli eventi che la perturbano. In altre parole Garfinkel ritiene completa una ricerca quando il ricercatore è divenuto un partecipante competente a quella situazione, per lo stesso motivo sostiene che il resoconto di tale ricerca è adeguato solo nella misura in cui può essere usato da un novizio e dagli altri membri della situazione per facilitare lo sviluppo delle proprie competenze e Garfinkel definisce questo obbiettivo: validità nella pratica. L’ambizione politica implicita nelle ricerche del sociologo riformulare la natura stessa delle scienze sociali per renderle funzionali a un cambiamento del mondo e di vedere il mondo, spingendole a valorizzare le competenze ordinarie degli attori concreti rispetto alle procedure elaborate altrove e applicate ovunque.

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