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Le gerarchie angeliche nell’ordine cosmico

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Marsilio Ficino (Figline Valdarno 1433 - Careggi 1499) è stato filosofo umanista e astrologo italiano. Tra i suoi scritti più celebri “La teologia platonica” (1469) con la collana più importante di diciotto libri sulla teologia platonica, oltre a “Religione cristiana” in versione latina (1473) e i tre libri “De vita” (1489). Prendendo in considerazione un passo della teologia platonica, il primo libro cap.I, parlerà delle gerarchie celesti per arrivare a descrivere gli esseri angelici con una scala ipostatica come fu fatta da Plotino, filoso greco antico, introducendo il nous (introduzione all’intelletto e alle intenzioni umane).

Quali sono le ipostasi?

1. Dio = immobile, simplex, artefice di tutte le cose

2. Angelo = immobile e molteplice

3. Anima = mobile, immobile e molteplice

4. Quantità = a valore perché divisa tra corpo e mente

5. Corpo = materia

Tutto inizia con la creazione del mondo e gli angeli, e lo possiamo leggere in Genesi 1,4 – anche se gli angeli esistevano già da prima – ma come è formato l’angelo? Un essere spirituale al servizio di Dio e dell’uomo nel percorso della sua vita terrena. Il termine angelo deriga dal greco anghelos, dal latino angelus, dall’aramaico mal’ak che nella riflessione teologica e filosofica antica corrisponde all’azione degli angeli, presente in Talete ed Eraclito. Porfirio – filosofo, astrologo e teologo greco antico – sosteneva che sono gli angeli a portare a Dio le nostre intenzioni ed invocazioni difendendoci dal demonio.

I gradi delle schiere celesti e le loro capacità.

Prima gerarchia

Serafini: i più prossimi a Dio ricevono in forma immediata le idee e ordini per fare evolvere il complesso cosmico.

Cherubini: risiedono oltre il trono di Dio, nelle profondità del firmamento, e sono i guardiani della luce.

Troni: dalla forma mutevole e infiniti colori, il loro luogo spirituale è il settimo cielo che corrisponde a l’orbita di Saturno.

Seconda gerarchia

Dominazioni: esercitano la loro funzione a partire dalla sfera orbitante di Giove col compito di regolare le azioni degli angeli inferiori che ricevono gli ordini dai Serafini, Cherubini o direttamente da Dio, assicurando l’ordine cosmico.

Potestà: stendono il dominio del sole, descritti nella Bibbia come esseri angelici dai molti colori simili a vapori nebulosi sono i custodi della conoscenza.

Terza gerarchia

Principati: esercitano il loro influsso dall’orbita di Venere e dalla forma simile a un raggio di luce, spiriti della storia e del tempo, guardiani delle nazioni e delle contee. Hanno il compito di ispirare la nascita delle idee e delle innovazioni.

Arcangeli: il loro influsso giunge fino a Mercurio, appartengono alla seconda schiera della terza sfera come i più grandi consiglieri ed amministratori del cielo.

Secondo la analogia di Dionigi – teologo e filosofo del neoplatonismo – gli Arcangeli risiedono a un gradino superiore degli angeli comuni denominati Raffaele, Michele, Gabriele, Urial, Ragul, Zarachiele, Remiel. Angeli: appartengono all’ordine più basso della gerarchia e i più vicini agli uomini custodendone la coscienza e la loro memoria. La figura dell’angelo come la intende la tradizione cristiana è collocabile nel quadro di un rigoroso monoteismo. Ha diversi significati a seconda del contesto religioso – animista, dualista, politeista – figure contro jahvé. Una interpretazione che sembra nascere dalle sacre scritture attraverso la tradizione elohista, che allontana Dio o jahvé per farlo abitare sul mont oreb. Dionigi, discepolo di Paolo, è considerato fonte autorevole per l’opera “De celesti hirachia” didacata agli angeli in cui presenta una accurata analisi delle gerarchie celesti divise in nove gironi. Scritti diffusi anche nella cultura latina dal 1634, analisi viva ancora ai giorni nostri.

Nel X secolo, la curiosità teologia verso gli angeli viene ripresa da Anselmo d’Aosta per la loro natura libera, assieme a Onorio un secolo dopo, che dedica un capitolo nel suo Elucidarium (una specie di enciclopedia religiosa) e che influenzò anche i mistici. Le gerarchie hanno delle funzioni speciali tra loro: purificazione, illuminazione, perfezione. Dionigi si pone una domanda: “Come i puri intelletti angelici necessitano di purificazione?”

L’assenza di purificazione non significa per gli angeli immersione nel mondo sensibile e nel molteplice, ma un’attesa della divina illuminazione. Sono esseri perfetti nella scienza santissima e dell’intelligenza divina; la loro vocazione effettiva è rivolta a Gesù. Alla luce dell’analisi dei tre termini, appare la definizione di “gerarchia” come ordine sacro, scienza ed attività.

In tutto questo è presente anche una gerarchia ecclesiastica, la gerarchia celeste, presente nel campo ecclesiastico diviso per sacramenti:

1. Purificazione = battesimo

2. Conversazione = confessione

3. Comunione = ricevere Cristo come sposo

4. Confermazione = cresima

5. Matrimonio = unione fra uomo e donna

6. Professione di fede = viene trasmessa dal padre alla famiglia

7. Unzione degli infermi = detta estrema unzione

8. Morte e sepoltura = ultimo saluto

Per arrivare infine con l’anima a vedere il volto di Dio, il ponte tra la gerarchia celeste e quella ecclesiastica oltre il tempo di conoscenza degli angeli.

Gli angeli non essendo uniti al corpo in maniera reale si rivelerebbero attraverso movimenti esterni causati da oggetti. Possiamo dire in conclusione che gli angeli sono quelle entità che operano sulla Terra a favore del prossimo e che donano la loro vita per gli altri.

angel

Iscritto all'università di Lecce, studia tematiche inerenti alla filosofia e teologia. Appassionato di attualità tocca argomenti che spaziano dalla sociologia alla ristorazione.

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