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L'antico brolo del Parco Sigurtà 

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Nel 1417 il nobiluomo Nicolò Contarini fece edificare una Domus Magna su un edificio già presente annettendo allo stabile principale la residenza familiare, abitazioni minori per dipendenti e braccianti.

Dopo quasi trent’anni di attività, nel 1436 il Contarini vendette la tenuta alla famiglia Guarienti che se ne occupò fino al 1626 restando fedele alla struttura originaria: appartamenti riservati alla coltivazione di foraggio, frutta e ortaggi, oltre a una zona più selvaggia, il bosco dal quale oltre alla selvaggina era possibile ricavare il legname necessario alla cucina e al sistema di riscaldamento. Il brolo prese forma nel tempo estendendo lentamente i suoi giardini diramandosi secondo biforcazioni panoramiche dedite alla bellezza, tanto da indurre i Guarienti a rinunciare a una potenziale estensione agricola. Nel 1626 la stirpe dei Maffei acquisì i diritti sulla proprietà per oltre due secoli grazie all’unione matrimoniale delle figlie di Federico Guarienti con i due fratelli Maffei, Giovan Battista e Tullio portando in dote i beni mobili e immobili di Valeggio sul Mincio. Tra i più importanti cambiamenti del periodo una nobile e maestosa dimora al posto della precedente Domus Magna per opera di Vincenzo Pellesina e l’accesso all’acqua del vicino fiume Mincio con un conseguente perfezionamento del sistema di irrigazione. Antonio Maffei (1759-1836) amante dell’arte, trasformò il brolo in un giardino all’inglese, una scelta dettata dall’influenza del poeta Ippolito Pindemonte. Un’occasione in cui venne inserito il tempietto neo-gotico, l’attuale Eremo, un altro castelletto nello stesso stile e una grotta considerata un luogo per la lettura e la riflessione.

Deceduto il marchese, nel 1836 la proprietà passò alla figlia Anna moglie del conte Filippo Nuvolari che gestì il luogo fino al 1929. Durante la battaglia di Solferino e San Martino, tra il 25 luglio e il 7 luglio del 1859 Napoleone III di Francia occupò la residenza del Parco per una somma giornaliera di 45 franchi.

Con la famiglia Nuvolari si avvertì il graduale declino del giardino che venne diviso in due parti spettanti alle eredi. Nel 1929 il complesso fu poi acquistato da Maria Paulon, moglie del medico locale Cesare Sangiovanni per dodici anni.

La nascita dell’attuale Parco-Giardino al tempo ormai deprivato della sua storica valenza, si ricollega alle vicende della famiglia Sigurtà. Il dott. Giuseppe Carlo Sigurtà, farmaceutico industriale, lavorò duramente per una completa riqualificazione anche grazie alla scoperta dell’antico diritto di accesso all’acqua del fiume Mincio. Lentamente il luogo mutò in un rigoglioso scenario ricco di arbusti e fiori tra le colline lussureggianti. Grazie all’incessante devozione, il Parco-Giardino crebbe anche di dimensioni raggiungendo 60 ettari dai 22 iniziali.

Oggi il giardino è accessibile al pubblico dove è possibile trovare:

  • 1.000.000 di tulipani in fiore
  • 600.000 metri quadrati di verde
  • 40.000 bossi dalle forme fantasiose
  • 30.000 rose
  • 100 varietà di aceri
  • 50 varietà di piante annuali
  • 20 km di vialetti in porfido
  • 18 laghetti
  • 1 labirinto di 1.500 tassi

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Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di editor e graphic designer.

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