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L'agricoltura biodinamica alimenta il futuro

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Un seme contiene in sè più forza e potenza di quanta ne realizzerà la pianta ed in voi si trova un potenziale di spirito latente molto più grande di quanto possiate mai sospettare. Steiner

L’agricoltura biodinamica venne introdotta dal dott. Rudolf Steiner (Donji Kraljevec 1861- Dornach, 1925) nei primi anni Venti del Novecento in Germania. Steiner filosofo, pedagogista, esoterista, artista e riformista austriaco fondò tale metodo denominandolo antroposofia – scienza dello spirito appunto – ponendo le basi su una concezione filosofica che vuole connettere lo spirito dell’uomo a una dimensione cosmologica.

L'antroposofia sostiene Steiner, è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell'uomo allo spirituale che è nell'universo. Sorge nell'uomo come un bisogno del cuore e del sentimento. Deve trovare la sua giustificazione nel fatto che essa è in grado di offrire a questo bisogno un soddisfacimento. Può riconoscere l'antroposofia solo chi trova in essa quel che deve cercare per una sua esigenza interiore. Possono perciò essere antroposofi soltanto quegli uomini che sentono certi problemi sull'essere dell'uomo e del mondo come una necessità vitale, come si sente fame e sete”. Nella storia nazisti e comunisti soppressero l’attività dei biodinamici, una scienza attiva in Italia dagli anni Trenta e che supportò il Ministero dell’Agricoltura del tempo. Nel 1947 cessata la guerra, l’agricoltura biodinamica fu reintrodotta sotto l’Associazione per l’Agricoltura biodinamica prima organizzazione ambientalista italiana, e tutelata dal marchio Demeter Italia, prima certificazione internazionale di qualità alimentare.

Come fondamenti dell’agricoltura biodinamica troviamo la rotazione delle colture, la concimazione con compost biodinamici e l’osservazione delle fasi lunari e dei cicli planetari nelle operazioni di semina e coltivazione ove al centro sta l’uomo e il suo rapporto col cosmo. “Fratello” del biologico, il biodinamico è un metodo che considera l’azienda agricola un organismo capace di autoregolarsi seguendo norme basate sulla raccolta di prodotti naturali che abbiano sviluppato le loro caratteristiche peculiari all’interno di un contesto fertile e monitorato generando alimenti che siano in grado di rafforzare il metabolismo umano nella sua crescita sana e armonica. Un’azienda biodinamica è interconnessa con l’ambiente circostante, la Terra e più universalmente con pianeti e costellazioni, una visione che definiremmo globale e operante nel rispetto degli elementi minerali, vegetali e animali. Si tratterebbe quindi di un’agricoltura definita “organica” incentrando il focus su tutti quei sistemi non sempre visibili dall’occhio umano: una pianta è un organismo vivente così come il sistema humus-terreno, il compost, l’animale, l’azienda agricola, il pianeta o il sistema planetario. L’agricoltore dovrà saper orientare i processi ecologico-aziendali verso un organismo di relazioni fenomenologiche detto Organismo Agricolo attento agli aspetti climatici e a tutte quelle operazioni che porteranno a una graduale individualità agricola rispetto ai confinanti, traendo forza dagli equilibri del mondo microbico, insetti, flora e fauna, la cui diffusione è sostenuta dalla presenza dell’humus su cui si basa il principio di fertilità della terra. Humus come status nascendi, definito da A. Podolinsky quel processo che solo l’agricoltore può apportare al suolo in cui il colloide organico libera il mondo minerale dalla sua unilateralità chimica per inserirla in una relazione attiva col mondo dell’organico vivente: un’azione che discende verticalmente dalla superficie verso la profondità e che rende unico il terreno per vita, aria, luce assieme a tutte quelle interazioni climatiche, ambientali e antropiche che verrebbero assorbite più armonicamente mantenendo l’equilibrio naturale. L’avvento della concimazione chimica prodotta industrialmente, ha introdotto nel suolo l’uso di sostanze alteranti capaci di fornire nell’immediato alla pianta i minerali necessari per il suo sviluppo. Un elemento chimico non muta la sua natura né mantiene alcuna memoria dei processi evolutivi di cui ha fatto parte. La filosofia ultima è quella di trarre i maggiori benefit spingendo la pianta oltre i suoi limiti naturali secondo però una concezione unilaterale e limitata. L’agricoltura biodinamica invece sceglie di tenere conto delle sue caratteristiche rispettandone le qualità tipiche utilizzando talvolta preparati biodinamici, sostanze naturali quali letame, corna bovine, quarzo, fiori di Archillea, Camomilla, Tarassaco, Valeriana, corteccia di Quercia o Ortica, elementi reperibili solo in alcuni momenti dell’anno.

Dalla scelta del suolo all’operato dell’uomo, tutto rientra in un ciclo vitale sempre attivo e interconnesso nel rispetto dell’ecosistema.

Questa è l’agricoltura biodinamica: l’arte di osservare e inserirsi, in modo umile e rispettoso, in quel ciclo naturale chiamato Terra a partire dal microcosmo di un’azienda agricola.

Articolo correlato "L'antroposofia come cammino di coscienza dell'uomo": https://www.needfile.it/blog/lantroposofia-come-cammino-di-coscienza-delluomo-b159.html

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Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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