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La street art di Vantees: dalla strada per la strada

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Passeggiando per le vie di Bologna, ormai da un po’ di tempo è possibile notare un artista di strada, con uno stile indistinguibile, il cui progetto si chiama Lambe-Lambe.

Vantees, classe 1989 è un artista Brasiliano, che ha lasciato le sue tracce in diverse parti del mondo, dal Sud America, la sua terra natia, passando dal Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Cile e Cuba, in Europa i suoi lavori sono presenti oltre che in ltalia, in Croazia, Ungheria e Portogallo; arrivando fino in Africa.

La Galleria Portanova12 di Bologna presenta la prima mostra personale dell’artista in Italia. Vantes è fotografo e street artist, l’artista porta all’estremo le poetiche della street art e della fotografia documentaria, riportando la strada nella strada. Con il progetto lambe-lambe (lecca-lecca), l’artista compie un’indagine sulla società, osservando in modo attento la città e lo fa con la sua Nikon, Vantees fotografa i passanti di schiena.

In un delizioso connubio tra fotografia e street art, Vantees trasforma le sue foto in stencil, attraverso i suoi lavori racconta la storia della strada e della vita e lo fa riportando i suoi lavori da dove sono nati, lasciandoli in balia delle intemperie. I soggetti scelti sono persone comuni che vengono fotografate nell’atto di camminare, corredati da video che lo stesso autore realizza, creando quasi una performance con un’aurea di mistero tra conosciuto e sconosciuto.

L’arte di Vantees parla dell’uomo ed è per l’uomo, vuole quindi essere antropocentrica, è un catalogo della diversità umana, vuole creare una critica sociale nei confronti dell’indifferenza, il nostro sguardo oggi non va più alla gente, ma agli smartphone. Lo spettatore si chiede chi può essere la figura scelta da Vantees, forse lui stesso? O un suo conoscente? Questa mancanza di completa identificazione lascia lo spettatore stupito, quasi in un senso di incompletezza, di non risposta, si deve accontentare di un’immagine di cui vede solo una faccia, anche se la curiosità sarebbe tanta. Vantees porta nei suoi lavori una metafora più profonda, come i suoi stencil, abbandonati alle intemperie si rovinano e rischiano si distruggersi, così l’uomo oggi spesso abbandonato dalle istituzioni, conduce una vita precaria e inesorabile. Il lavoro dell’artista è semplice, non lavora in post produzione, realizza degli stencil dalle sue fotografie, creando relazioni interculturali, porta immagini di persone provenienti da luoghi lontani, ma che a noi non sembrano poi così lontani.

La mostra della galleria Portanova12, a colpo d’occhio può sembrare qualcosa di innaturale per come è stato concepito il lavoro dell’artista, ma presenta l’artista nella sua totalità, quale portatore di contenuto, i lavori presentati provengono da opere murarie che vengono asportate dalla superficie originale attraverso l’utilizzo di resine, trasferendo la parete urbana su tessuto. È bello vedere le opere di Vantees dentro e fuori la galleria, dopo averlo conosciuto, cercarlo per le vie di Bologna, negli angoli più nascosti.

  

  

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Pubblicato in: Arte

Dopo la laurea triennale a Milano in Scienze dei Beni Culturali si trasferisce a Bologna dove studia Arti Visive. Da sempre appassionata di storia dell’arte in tutte le sue forme: pittura, scultura, fotografia, musica, design e poesia. Il suo interesse oggi va principalmente all’arte contemporanea, la ricerca di artisti nuovi e poco conosciuti e per lei estremamente stimolante. Ama scoprire mostre inedite, gallerie e spazi espositivi nascosti, su cui scrive i suoi articoli.

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