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La psiche del tiro nella pistola ad aria compressa e pistola libera

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Il fattore forza

Che voi siate tiratori, appassionati o semplici curiosi, l’arte del tiro richiede esperienza e concentrazione per poter arrivare a padroneggiare la pistola ad aria compressa (mt.10) e libera (mt. 50). Le esigenze poste dalla muscolatura del braccio restano un onere unico nel mondo dello sport poiché il tiratore è posto in una condizione che richiede una forte coordinazione.

La psiche del tiro è una scienza che prevede lo studio medico-posturale del tiratore per comprendere l’intera dimensione delle sollecitazioni di un gruppo di muscoli – del braccio - in allenamento e in gara.

Quali sono, in generale, le regole da mantenere per piazzare un colpo sicuro? In ordine:

- Tenere nella posizione orizzontale la pistola con il braccio teso per una durata di massimo 8 secondi (fase incosciente ); oltre tale tempo meglio rinunciare (fase cosciente > 8 secondi). L’atto richiede forza e resistenza, oltre alla capacità raggiunta nell’allenamento di mantenere la postura e tenuta dell’attrezzo. Si pensi che nemmeno un sollevatore di pesi sarà in grado di mantenere la postura senza un adeguato allenamento per “forza” e “posizione”, perché gli mancano – malgrado la forza del braccio – i muscoli speciali per la sua stabilizzazione.

- Impugnare la pistola in modo uniforme con la mano. La difficoltà affiora nel momento dell’esecuzione. Nella tecnica di tiro è necessario afferrare ogni volta e nello stesso modo l’impugnatura della pistola. Aspetto che richiede la “forza speciale” dei muscoli del braccio.

- Impugnare la pistola senza eccessiva forza. Fissare solo in orizzontale non consentirebbe il raggiungimento del colpo perfetto: l’impugnatura deve essere tenuta ferma, quindi con oscillazioni il più ridotte possibili e in direzione della mira.

- Indirizzare la pistola verso il centro. L’esigenza successiva per il colpo esatto è l’allineamento in direzione del centro. Soltanto se la pistola, al momento della partenza del colpo, indica il centro (la base del cerchio), il colpo si troverà in quel punto.

- Azionare il grilletto liberi da reazioni. La resistenza minima dello scatto comporta 500 grammi e l’indice deve superare questo valore per sganciare il colpo. Nell’atto non devono presentarsi condizioni di disturbo che sposterebbero in punto d’impatto. Il muscolo del dito che aziona il grilletto deve essere attivato separatamente rispetto a quelli dell’apparato di tenuta. Lo sgancio del colpo (involontario) deve avvenire quando il mirino si trova esattamente alla base del centro (cerchio nero) – il timing esatto – in sincronia con la percezione (max. 8 secondi).

Il fattore stress

La situazione può diventare critica anche in caso di stress che incide sulla tensione di base dei muscoli e disturba la concentrazione e la percezione. La reazione muscolare cambia quanto il dito che aziona il grilletto causando delle mosse scorrette. Il tiro con la pistola non è a caso una delle discipline olimpiche più antiche e lo si potrebbe etichettare come l’impegno di coordinazione per eccellenza. Qui sono già state conseguite medaglie d’oro da parte di uomini in età tra i sessanta ed i settanta. Il più giovane vincitore olimpico contava appena 16 primavere. Di principio il braccio e la testa necessitano di molte migliaia di ore di allenamento, per ottenere buoni risultati. Di cento sportivi che accettano questa sfida, 99 falliscono già al momento dell’acquisizione delle capacità di base. Diventa ancora più stretto il cerchio dei prescelti, quando le arti assimilate devono essere verificate nel match. A questo punto ai vertici stessi vanno perse il 50% delle prestazioni che si ottengono in allenamento, spesso con pochi colpi.

Il fattore efficienza

Si tratta di un’arte che esercita un lavoro muscolare e di coordinazione perfetta. A giustificazione di una simile affermazione dobbiamo immaginarci una singola cellula nel braccio del tiratore alla pistola, in un qualsiasi posto là, dove si incontrano il sostenere, il mettere in direzione e lo sgancio del colpo. I segnali che provengono dai vari ambiti funzionali già in condizioni di allenamento creano un discreto stato di confusione. Arrivano contemporaneamente molti ordini in parte contraddittori causando momenti di oscillazione che causano l’errore. In gara aumenta il rischio dovuto all’agitazione che possono condizionare le scelte; esse richiedono un numero maggiore di correzioni e forzatamente viene eseguito in maniera più forte pure l’impulso dello scatto. Per rimanere efficiente e ridurre la tensione muscolare, applicati nella giusta respirazione e nel rilassamento dei muscoli. Richiederà una concentrazione ulteriore ma sarà determinante. Il controllo della tensione muscolare resta la capacità centrale del tiratore, capacità sviluppata nell’esercizio e perfezionamento tecnico, quanto saperla regolare durante la competizione.

in collaborazione col sig. Vito Cifarelli

tiratore agonista poligono T.S.N. sezione di Padova

(vice-campione nazionale a squadre Master 2019 aria compressa)

(vice-campione nazionale a squadre master 2019 pistola libera)

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