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La Casa sulla cascata nuovo Patrimonio dell’Unesco

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Nella lista dei siti culturali da preservare sono stati inseriti otto edifici progettati da Frank Lloyd Wright.

«Questi edifici – si legge nelle motivazioni dell’Unesco – riflettono la “architettura organica” sviluppata da Wright, che comprende un piano aperto, una sfumatura dei confini tra l’esterno e l’interno e l’uso senza precedenti di materiali come acciaio e cemento. Ognuno di questi edifici offre soluzioni innovative alle esigenze di alloggio, culto, lavoro o tempo libero. Il lavoro di Wright di questo periodo ha avuto un forte impatto sullo sviluppo dell’architettura moderna in Europa» l’Unesco.

Capolavoro di Frank Lloyd Wright e migliore esempio di architettura organica per la sua naturale integrazione ambientale realizzata con materiali in loco, la Casa sulla cascata è oggi uno dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, assieme ad altri sette edifici emblematici progettati dall’architetto durante la prima metà del XX secolo.

L’edificio Fu a risposta più concreta all’International Style, progettata per Kaufmann, padre di un allievo di Wright. Vi trionfa il linguaggio modernista dei piani sospesi nel colore, nel rapporto architettura-ambiente, nell’approccio uomo-natura attraverso il contatto con i quattro elementi naturali. A ogni materiale utilizzato (pietra, vetro, cemento) fu assegnata una funzione precisa e in sintonia con la collocazione sulla cascata. Una volta all’interno, sotto il basso soffitto dell’ingresso, lo spazio punta al soggiorno fino alla natura circostante, dall’acqua, agli alberi fino al cielo. Pavimenti in pietra, soggiorno scavato nella roccia già esistente con al centro un grande camino, piani aggettanti ripetendo in maniera astratta le stratificazioni della pietra sulle sponde del torrente.

Un riconoscimento importante che arriva a tre anni di distanza dalla celebrazione dell’opera di un altro grande maestro, Le Corbusier, di cui si contano 17 opere tutelate a partire da luglio 2016.

Nel 1945 il primo dei ministri francesi della ricostruzione postbellica chiama Le Corbusier per realizzare in Francia una Unité d’Habitation, idee che l’architetto portò avanti da tempo nel nuovo atelier assieme a una equipe internazionale. L’idea è nata nel 1907 visitando la Certosa d’Ema, colpito dall’organizzazione di vita individuale e collettiva dei monaci, un binomio indissolubile e l’inizio di una ricerca in continua evoluzione, scandita dai successivi progetti conducendolo all’Unité. I principi fondamentali legati alla struttura sono:

- Vita individuale

- Protezione familiare

- Organizzazione collettiva

- Prolungamenti nell’alloggio e dimensioni adeguate degli ambienti

- Spazi verdi circostanti

- Gioco armonico di forme e colori

Secondo i punti è chiaro che è stato realizzato una innovazione capace di cambiare qualitativamente la vita dei cittadini offrendo spazi più vivibili, nel rispetto della privacy quanto delle necessità, oltre alla presenza di spazi verdi con l’idea di far entrare la “campagna in città” da ecologista quale era.

Due colossi che hanno cambiato il modo di intendere l’architettura nella storia, fuori e dentro lo spazio urbano, oggi possono vantare un primato indiscusso.

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Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di editor e graphic designer.

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