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L'importanza delle api nel nostro pianeta

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L’ape è un insetto docile dalla natura sofisticata e affascinante che è stato capace di evolversi nel corso di milioni di anni. Ne esistono 20.000 specie diverse che popolano tutto il pianeta ad eccezione dei luoghi artici. Molte di loro fanno parte di una comunità a differenza di altre che vivono in solitaria. Le api sono le artefici della varietà floreale che ci circonda.

Tra quelle piante che non sono in grado di auto impollinarsi e la forza del vento non sufficiente, i fiori attraverso i colori vistosi attirano il laborioso lavoro delle api capaci di diffondere i semi nell'ambiente facendo così proliferare 400 varietà di piante fondamentali per l'agricoltura e quindi al sostentamento degli esseri viventi. Ne esistono più di 25.000 specie diverse ma le più importanti vengono chiamate api mellifere le quali sono in grado di produrre il miele, detto anche pappa reale, ora conosciuto come un prodotto fortemente nutriente contenente amminoacidi, grassi, proteine e vitamine, proprietà che hanno spinto l'uomo ad allevare questo meraviglioso insetto. Il materiale per l'apicoltore è dotato di una tuta intera o spezzata, una maschera e dei guanti in pelle. Il luogo ideale dove avviare l’attività è in prossimità di campi e prati fioriti in cui le api possano procurarsi l’acqua e il cibo di cui hanno bisogno. L'uomo ha il compito di procurare le "case" dette arnie con all'interno dei telai fatti da sottili lamine di cera prestampati a forma di celle esagonali fissati su un'intelaiatura di legno. La spazzola è costituita da un asse di legno provvista di spazzole ed è utilizzata per liberare i favi dalle api. Il diaframma è un pannello utilizzato per riscaldare l 'intero volume dell'arnia e può essere in legno, plastica o masonite (materiale composto da fibre di legno pressate). Le api operaie hanno il compito di prelevare il nettare, nutrire le altre api, la pulizia dell'arnia e dei telai, il nutrimento della covata, la costruzione dei favi, la trasformazione e conservazione del nettare in miele, la protezione dell'alveare assistendo la regina. Quest'ultima ha il solo scopo di deporre le uova oltre a non disporre di apparati per raccogliere il nettare dipendendo totalmente dalle seguaci. I fuchi (maschi) sono di numero nettamente inferiore e da loro dipende la riproduzione.

Il miele è una fonte di zuccheri ed altamente energetico che non necessita di trasformazioni nel nostro apparato digerente per essere assorbito. L’assimilazione del miele non richiede all’organismo umano dispendio di energia in quanto è n alimento predigerito dalle api, le quali ulteriormente lo arricchiscono di enzimi fondamentali per l’assimilazione. E’ utile per i raffreddori e combatte la fermentazione intestinale. Un ricostituente e antianemico, può essere assunto quotidianamente e si accompagna piacevolmente a ogni pasto della giornata, anche di fronte a una tazza di caffè. Un energizzante naturale anche per gli sportivi che lo possono assumere prima e dopo una competizione in quanto fortifica i muscoli aumentandone la resistenza.

Per alcuni uomini, la scoperta delle api fu tanto rivoluzionaria quanto il fuoco. Nell'antichità raccogliere il miele significava rischiare di morire a causa di una puntura. Nonostante fosse sprovvisto di cure e protezioni, l’uomo restò comunque attirato da quel dolcificante naturale e lo utilizzò per il condimento di cibo e bevande alcoliche. I nostri antenati dopo svariati tentativi scoprirono che il modo migliore di raccogliere il miele era l’utilizzo del fumo rendendole meno aggressive. Normalmente, quando le api si accorgono di un intruso rilasciano un feromone che allerta tutta la colonia ma il fumo, stordendole, le rende docili e disorientate. Il miele venne utilizzato dagli egiziani per imbalsamare i cadaveri, i primi nella storia ad allevare le api per mezzo di un semplice cestino di paglia capovolto.

Purtroppo, negli ultimi anni, l’ape selvatica sta di molto riducendo il suo numero registrando un calo del 40% a causa della scomparsa del loro habitat naturale per i cambiamenti climatici quanto l’uso dei pesticidi presenti nelle colture. Le api sono dunque importantissime per il ciclo della vita e preservarle è un compito di tutti.

Tra i mieli più conosciuti troviamo:

Miele di acacia: contiene destrosio, levulosio, ferro, zolfo, potassio, manganese, rame, fosforo, sodio, calcio silicio, vitamine B1, B2, B6, C, acido folico. Dal sapore delicato ha proprietà lassative, antinfiammatorie per la gola oltre a essere un lenitivo per l’apparato digerente e un disintossicante per il fegato.

Miele di millefiori: dal sapore semplice e delicato ha un’azione disintossicante sul fegato.

Miele di castagno: intenso e dal retrogusto leggermente amarognolo favorisce la circolazione periferica, astringente e un disinfettante per le vie urinarie, attenua i malanni per i soggetti dalle difese immunitarie più basse come anziani e bambini.

Miele di melata: il termine deriva dalla linfa delle piante, il punto di partenza nell’elaborazione del miele. Contiene sostante zuccherine che attirano le api specialmente nei periodi dove i fiori sono meno presenti. La linfa a volte fuoriesce dal tronco attraverso piccoli fori o tagli spontaneamente o per la presenza di traumi dovuti da tagli causati da insetti, parassiti o dall’uomo. Dalla linfa, ricca di elementi nutritivi, le api elaborano questo speciale miele.

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Pubblicato in: Attualità

Fashion blogger appassionata di moda e nuove tendenze.

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