Blog Menu

Ultimi post

L'handbike oltre la frontiera della disabilità

103 Visualizzazioni 0 È piaciuto

Considerata la cugina della nostra amata bicicletta, l’handbike è il mezzo di locomozione destinato a persone con disabilità o normodotati grazie a un movimento che sfrutta la pulsione delle braccia. Nasce dalla volontà da parte di persone incidentate o malate, di ritrovare un proprio equilibrio per mezzo degli arti superiori. Ideale per spostarsi in modo sicuro e indipendente, si è negli anni evoluta come strumento competitivo nelle gare sportive.

Nelle sue peculiarità, l’handbike è formata da un telaio - sedile in posizione da seduto o sdraiato – agganciato a tre ruote, una anteriore e due posteriori, collegate a uno sterzo che si occupa di direzionare il mezzo e la forza motrice determinante per il suo collegamento alle pedivelle mediante catena. Quindi è facile intuire come, le due ruote posteriori garantiscono stabilità, quella frontale direziona la pedalata. I freni agiscono mediante leve tradizionali o contropedale attraverso la ruota anteriore, garantendo maggiore sicurezza in frenata evitando pericolose sbandate, specialmente in pendenza. Ultimo componente simile alla bicicletta, i rapporti di trasmissione, ma con montaggio al contrario, questo perché la ruota motrice è posizionata frontalmente.

Chi la usa?

Restano tre le categorie coinvolte:

mieloleso: individuo con lesioni al midollo spinale con capacità di sfruttare parzialmente o nulla, i muscoli degli arti inferiori o del tronco. Persone che sono rimaste coinvolte in incidenti stradali o vittime di cadute accidentali nel settore professionale

amputato: persona che ha subito una amputazione parziale o totale degli arti inferiori in seguito a incidenti stradali o a causa di malattie neuromuscolari e tumori

malattie neurologiche/neurodegenerative: soggetti con deficit del controllo dell’equilibrio o della forza negli arti inferiori presenti dalla nascita.

Tra le importanti testimoniante italiane menzioniamo Vittorio Podestà atleta della nazionale paralimpica, Alex Zanardi vincitore alle paralimpiadi londinesi del 2012 e Giannino Piazza vincitore della Maglia Nera al giro d’Italia 2016.

Quanto costa?

Handbike ricreativa: prezzo medio 2.500 euro. Mezzo destinato a spostamenti ludico-ricreativi e senza particolari obiettivi prestazionali. Dalla seduta comoda e di facile accesso, offre comfort e stabilità anche alla massima velocità consentita. Buona visibilità per lo sguardo obbligato rivolto in avanti, è facilmente individuabile dagli altri mezzi in strada. Telaio in acciaio o alluminio, ruote dai copertoni diversi in base alle necessità e tipologia di percorso, con pedivelle adattabili alla persona. Sempre meno ricercata per la disponibilità sul mercato di sistemi a motore elettrico e mezzi più veloci e più stabili sui dislivelli e terreni sconnessi.

Handbike intermedia: prezzo medio 4.000 euro. Rappresenta il primo tentativo nel renderlo un mezzo sportivo per le competizioni, il primo approccio per chi volesse addentrarsi in questa disciplina capendone dinamiche, limiti, rendimento. Un telaio sempre in alluminio o acciaio ma di forma diversa per il baricentro abbassato e con una maggiore aerodinamicità e velocità, con regolazione dello schienale rispetto alle pedivelle adattabili alla struttura fisica.

Handbike da competizione: prezzo medio 15.000 euro. Mezzo destinato alle gare sportive, dal baricentro estremamente basso con telaio rivestito in carbonio che ne aumenta le prestazioni. Le ruote altamente performanti, garantiscono la massima scorrevolezza e velocità mentre il cambio è gestito elettronicamente. A pochi centimetri dal suolo, l’atleta è visibile in posizione completamente sdraiata a sola eccezione della testa per la necessità di controllare la strada. Una posizione tale consente di ridurre la resistenza aerodinamica al minimo.

Handbike da competizione per amputati: di nicchia resta una sottocategoria per la mancanza dello schienale. Un telaio in carbonio a forma di guscio, posiziona l’atleta in avanti aumentando la capacità di spinta grazie ai muscoli del tronco: atleta indiscusso Alex Zanardi.

Questo post sul blog ti è stato utile?
Pubblicato in: Attualità

Gruppo di lavoro del team di Needfile uniti per la stesura di articoli.

Lascia un commento

Codice di sicurezza