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Innovazione e competenza: le frontiere del digitale nella PMI

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La Rete dispone di un bagaglio di informazione universale, dettagliate e di qualità. Attraverso i motori di ricerca possiamo accedere a qualsiasi contenuti ben posizionato che permette, grazie a una SEO efficiente la visibilità della propria azienda.

Il punto oggi è diventato, il tipo di orientamento in una così vasta qualità d’offerta scegliendo un corso, piuttosto che un e-commerce, il più adatto alle nostre esigenze, e il distingue e selezionare le informazioni più rilevanti, quelle aggiornate da quelle scadute, verificarne l’attendibilità quanto l’inesattezza.

Immagini e parole viaggiano di pari passo per rendere credibile l’immagine aziendale: le PMI. Le Piccole e Medie imprese restano il cuore della nostra economia, il potenziale che offre quel valore aggiunto dove ogni realtà dichiara disposizioni quanto esigenze diverse in merito al concetto di business. Certamente le capacità di investimento saranno diverse rispetto a una multinazionale. E’ necessario quindi investire con giudizio e meritocrazia, affidandosi a quei professionisti che possano offrire competenza e sostegno.

Si percepisce di questi tempi, un freno allo slancio innovativo dovuto al continuo “fai da te” che proprio le piccole realtà scelgono. E’ necessario, per rimettersi alla pari, seguire la scia tecnologica assieme a una maggiore consapevolezza delle opportunità che la Rete può offrirci.

Web Marketing per le PMI

Non ha l’obiettivo di estendere la lente di ingrandimento su ogni frangente aziendale, ma proporne opportunità e offerte di Paese in Paese, dai marketplace al vasto panorama dei social network. In questi ultimi anni abbiamo assistito a una vertiginosa crescita di Facebook, a differenza di altri quali Twitter che con fatica riesce a trainare gli sguardi grazie alle Stories. Crescono i sistemi di Instant Messaging (Facebook Messenger e Whatsapp) in controcorrente con le app mobile aziendali.

Le PMI italiane e Internet

Secondo i dati Istat del dicembre 2017, la quota delle PMI e con almeno 10 addetti, che vendono online arriva al 12,5% (era l’11% nel 2016 e il 10% nel 2015). Il divario resta per quelle imprese con almeno 250 addetti, quindi più corpose, per una percentuale del 34,6% (30,5% nel 2016). Il 72,1% ha un sito web (era il 64,5% nel 2012) e di cui solo il 15% (13,8% nel 2016) mette a disposizione dei navigatori un sistema per effettuare ordini o prenotazioni online, percentuale in aumento fino al 25% nelle imprese di maggiori dimensioni e toccando l’82,6% di quelle dei servizi di alloggio. Dai numeri è evidente il divario tra le potenzialità e la familiarità con la Rete, una cultura italiana storicamente orientata più a fare buoni prodotti che a raccontarli.

Nel complesso circa il 30% delle aziende italiane non ha ancora un sito web.

Conta o meno quindi avere un sito internet?

Non è d’obbligo ma in un mercato globalizzato è necessario non solo distinguersi nella proposta ma saperla anche promuovere. Il sito non è l’unica arma da utilizzare, in quanto un lavoro efficiente può estendersi attraverso i social quanto i marketplace. Tutto risiede nella particolarità del brand e del messaggio che vuole trasmettere.

Ma che cos’è quindi il marketing digitale?

Non è altro che l’insieme delle strategie, strumenti, tecniche per promuovere l’azienda, prodotto e servizio entrando i contatto con gli utenti attraverso il mondo della Rete. “Più relazioni e meno pubblicità” lo slogan che rispecchia infondo, un’esigenza più profonda, più empatica tra gli esseri umani. Si pensi alla necessità di raccogliere opinioni, i tradizionali feedback, nient’altro che la conferma della soddisfazione del cliente. Ma non solo. Internet porta a una vicinanza tra le persone, offre numeri, conferme, soddisfazioni. Offre l’opportunità di conoscere altri mercati estendendo il proprio.

Il web marketing consente:

- Alta possibilità di misurare la resa degli investimenti attraverso mezzi di confronto

- Bassi budget di inizializzazione

- Flessibilità di tempo e azioni

- Raggiungere nicchie di persone attraverso i motori di ricerca, oltre al passaparola

- Avere una comunicazione diretta (e non mediata) attraverso un blog ad esempio o una newsletter

- Potenziale internazionalizzazione superando i confini territoriali

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Pubblicato in: Attualità

Gruppo di lavoro del team di Needfile uniti per la stesura di articoli.

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