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Il sistema giuridico e sociale alterato da internet

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Ciò che era stato pensato come strumento di trasmissione elettronica delle informazioni, coinvolge ora ogni dimensione dell’espressione umana. Se inizialmente la platea dei suoi utilizzatori se ne serviva quale “rete di comunicazione”, oggi la fruizione del web è divenuta una necessità per tutti i settori dell’economia. Lo sviluppo tecnologico delle imprese è fondamentale per sopravvivere nel mercato globale tanto che gli scambi e i traffici vanno sotto il nome di “commercio elettronico”. L’originarsi di un vero e proprio “ecosistema digitale” ridelinea pertanto i modelli di relazione sia interpersonali che commerciali. È quindi nella accelerazione delle tecnologie e nella evoluzione dell’economia globale e delle sue regole che entra in gioco il diritto.Tale evoluzione inarrestabile e irreversibile ha inciso ogni profilo giuridico: dalla materia civile, a quella penale, non mancando di sollevare rilevanti problematiche di natura fiscale, peraltro molte ancora irrisolte. In conseguenza di ciò una riflessione su tali dinamiche è giustificata e appare altresì urgente a seguito della recente pubblicazione della Strategia del mercato unico digitale per l’Europa. Con la Comunicazione del 6 maggio 2015 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, la Commissione ha espresso la volontà di elaborare una politica mirata alla realizzazione di un mercato unico digitale . L’obiettivo è quello di giungere alla creazione di un’economia digitale europea integrata in grado di unire i 27 Stati membri in uno spazio comune di crescita. Questo significa permettere ad aziende e consumatori di accedere a qualsivoglia attività online in un contesto concorrenziale equo, rafforzando la fiducia nelle transazioni elettroniche e proteggendo nel contempo i diritti dei consumatori. Il piano è volto a “garantire che i consumatori godano dell’accesso transfrontaliero ai servizi digitali, creare condizioni di parità per le imprese e per un’economia digitale dinamica per la società”. Questo elaborato mira pertanto a prendere in esame tale tappa evolutiva, per trarne i risultati che fino ad ora sono stati conseguiti. Le dinamiche sono senza ombra di dubbio complesse e con implicazioni talmente vaste, che non si può avanzare alcuna pretesa di esaustività. I temi saranno svolti avendo a mente come scopo ultimo della ricerca la valutazione dell’idoneità e l’efficacia delle misure fin qui adottante, a livello comunitario e nazionale, per la realizzazione del Digital Single Market. La prima parte del presente lavoro non può prescindere dalla normativa comunitaria di riferimento del mercato unico. A seguire si tratterà ampiamente della Strategia DSM, fulcro di tale indagine, tratteggiando le funzioni e i ruoli delle istituzioni europee nel perseguimento di tale programma. Si evidenzieranno carenze e inadeguatezze dando conto della necessità di interventi, legislativi e non, a questi ultimi espressamente indirizzati. Si farà accenno, per differenza, alla situazione interna, con il riferimento all’indice DESI e la considerazione del generale ritardo dell’Italia rispetto ai partner europei in campo digitale. Il capitolo seguente tratterà i temi della protezione delle opere a contenuto digitale e individuerà principi e aspetti giuridici a presidio della materia. Successivamente si porrà l’attenzione al diritto alla privacy nella Rete. Queste considerazioni condurranno alla seconda parte del presente lavoro, focalizzata sugli aspetti tributari del commercio di beni e servizi a contenuto digitale. La conclusione di operazioni transnazionali effettuate con sistemi informatici apre a molteplici problematiche di carattere fiscale, dato che la legislazione era stata ideata secondo regole civilistiche e fattispecie negoziali che non potevano ipotizzare l’attuale assetto dell’economia digitale. La parte finale dell’elaborato trarrà le conclusioni di tale percorso, cogliendo i risultati sin qui ottenuti dall’origine del processo di integrazione per il mercato digitale, evidenziando gli ostacoli che devono essere superati.

Con l’avvertenza però che tale completamento deve verificarsi trasversalmente, coinvolgendo tutti i soggetti interessati: imprese di ogni dimensione, utenti e consumatori e, più in generale, ogni cittadino. E’ chiaro che la numerosità dei progetti e la complessità delle loro variabili richiede necessariamente un approccio ben organizzato e un coordinamento a livello europeo per beneficiare pienamente delle opportunità offerte da Internet. E’ necessario lavorare nella direzione del rafforzamento di una Europa che sempre più, tangibilmente, sia una Europa dei cittadini e dei consumatori digitali connessi.

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