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Il massaggio riflesso tra corpo e mente

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Lo stato di salute è definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità "uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non solo l'assenza di malattia o di debolezza".

Ove le condizioni naturali dell’uomo subiscono delle alterazioni lì comincia un cattivo adattamento, incidendo sullo stress mentale e fragilità fisica o del sistema immunitario. Per ripristinare il delicato equilibrio biologico è necessario interfacciarsi alla Natura che consente, attraverso rimedi terapeutici e curativi, di rendere il percorso di recupero meno invasivo e sopportabile. La medicina naturale si basa su studi che nel corso della storia hanno trovato il loro fondamento attraverso la pratica del massaggio zonale in particolar modo, per la sua straordinaria virtù di curare corpo e mente. Considerato un rimedio in grado di prevenire malattie e attenuarne gli sviluppi, è una tecnica che non richiede particolari attrezzature ma l’esecuzione diretta di manipolazioni sulla superficie corporea. Le alterazioni vasomotorie provocate dal massaggio portano benefit all’organismo alterandone la circolazione profonda e facilitandone il riassorbimento dei liquidi nelle zone intercellulari con l’apporto di un maggiore quantitativo di sangue che, se applicato prima dell’attività sportiva, allevia lo stato di stanchezza con prestazioni migliori. Il massaggio può essere effettuato attraverso sfioramenti, frizioni, pizzicotti, vibrazioni, percussioni riducendo stati psico-emozionali come l’irritabilità, la tensione, la stanchezza, l’insonnia, lo stress e la depressione. Resta il metodo più rapido, semplice e intuitivo che dona benessere all’organismo. Il suo tocco, come dimostrato scientificamente, svolge un effetto calmante poiché rallenta il battito cardiaco, fa diminuire la pressione sanguigna e induce in modo rapido ed efficace al rilassamento corporeo. Permette a due individui di interagire attraverso lo scambio di connessioni energetiche.

La parola “riflessologia” significa “studio dei riflessi”, un metodo terapeutico che, per mezzo di riflessi “condizionati”, provoca un’eccitazione dei centri nervosi, le “zone riflesse” di specifici organi collocate in un punto diverso. La Riflessologia include tutte quelle discipline che agiscono sui punti di riflesso del corpo umano come l’agopuntura, la neuropatia, lo shiatsu, l’auricoloterapia. Il “riflesso” è un movimento - involontario, obbligato, innato - di una parte del corpo ottenuta per mezzo della stimolazione del tendine corrispondente coinvolgendo diverse zone del corpo e dividendosi in riflessi propriocettori (muscoli e tendini), esterocettori (visivi, uditivi, ghiandole), viscerali (visceri, vasi). La scoperta dell’Arco Riflesso del fisiologo C. Bell nel 1811 deriva dalla conduzione di stimoli motori da parte della radice anteriore di un nervo spinale. E’ affermato che intercorrono linee energetiche dagli organi interni fino all’epidermide consentendoci di intravedere sullo strato cutaneo tutte quelle alterazioni potenzialmente dannose per la salute. Secondo la teoria dei “riflessi zonali” spiegata dal dott. Fitzgerald e il prof. Calligaris, il corpo è diviso in dieci zone strutturate da linee longitudinali e autonome attraverso le quali è possibile spiegare il “principio di corrispondenza” - fondamento della Riflessologia - che consentirebbe di mettere in relazione parti del corpo anatomicamente lontane. Le mani, i piedi e la testa sono i tre poli principali dove scorrono le dieci correnti energetiche: cinque sul lato destro e cinque sul sinistro che ramificano le secondarie “zone di corrispondenza” creando una mappa zonale indicativa e che verrà applicata da ogni riflessologo e filtrata secondo la sua sensibilità ed esperienza. Linee guida possono essere esempi che connettono mani con piedi, polso con caviglia, avambraccio con gamba, spalla con anca, gomito con ginocchio, utili ma non determinanti proprio perché sappiamo che ogni corpo è unico.

La pelle resta quindi un indice evolutivo dettato da meccanismi viscerali interpretabili dalla Riflessologia. Le zone terminali del corpo - testa, mani, piedi - sono le più soggette a disfunzioni. Ogni ostacolo che percorre i nostri flussi energetici genera un potenziale pericolo per l’equilibrio psicofisico: ogni organo necessita di ricevere la giusta energia vitale per poter svolgere regolarmente il suo compito. Il tatto riveste un ruolo comunicativo sensoriale e fisico fondamentale a livello sociale e individuale, e che muta a seconda della sensibilità e preconcetti della persona. Attraverso il con-tatto è possibile decodificare informazioni per orientarsi e imparare, esprimere stati d’animo. Il contatto avviene in diverse forme; alcune più rare e legate a specifiche attività e circostanze, altre più abitudinarie e intime come una stretta di mano, un abbraccio, un bacio, una carezza, tutte gestualità spinte dal nostro bisogno inconscio di entrare in contatto con l’altro. Comunicare attraverso la pelle richiede un’apertura emotiva e un’affidabilità che può provocare sensazioni gradevoli quanto ostili, un gioco d’azzardo che l’uomo è disposto a scommettere spinto dalla volontà di ricreare il proprio cerchio di appartenenza sociale.

Pubblicato in: Attualità

Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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