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Famiglia come fenomeno sociale costruito

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La famiglia è una realtà sociale che si struttura sulla base delle esperienze quotidiane attraverso le pratiche, le relazioni e la socializzazione. Una dimensione conosciuta da tutti fatta di un universo di immagini e visioni che costituiscono il cammino biografico degli individui che ne fanno parte. Un modello universale che condivide delle funzioni specifiche, una riproduzione di tipo biologica e socio culturale con forme e valori diversi a seconda della realtà culturale.

L’antropologia ha de-costruito l’idea universale di famiglia, nient’altro che un prodotto umano nato nella storia per dare risposte a bisogni diversi dove le caratteristiche universali sono in realtà i concetti naturali di nascita, morte, sessualità, crescita e invecchiamento che cambiano di significato in base al contesto sociale di appartenenza. La famiglia resta quindi un fenomeno culturalmente costruito dove avviene l'incontro tra sessi e generazioni.

“Fare” famiglia intesa come l’insieme delle esperienze familiari, in molteplici modi e sempre in continuo mutamento: una grande varietà di forme tanto che si preferisce parlare di famiglie al plurale. La società quindi è costituita da tutte quelle trasformazioni che si riflettono sulla famiglia, oltre a delinearne i confini del mutamento sociale. Famiglia come costruzione e conoscenza di sé: luogo di mediazione tra pubblico e privato, individuale e sociale. Un micro cosmo fatto di storie uniche che, grazie a tradizioni ed eredità, ricoprono pratiche ripetitive delineando il loro senso di appartenenza.

Famiglia come sinonimo di coesione, appartenenza, rifugio, identità.

Il ciclo vitale della famiglia rappresenta quelle tappe che ne determinano l’evoluzione, in momenti di contrazione e di espansione nel susseguirsi delle generazioni influenzate dai cambiamenti socio-economici. Una struttura che può essere rafforzata, indebolita, comunque modificata sulla base dei cambiamenti esterni (politici, tecnologici, demografici, ecc.). La famiglia assume anche altri significati legati ai rapporti di parentela attraverso i vincoli biologici (consanguineità, filiazione) e sociali (affinità, adozione). La struttura della parentela stabilisce diritti e doveri, scambi e reciprocità dei membri.

Lo studio sociologico della famiglia parte dalla Rivoluzione Industriale nell’Ottocento incentrando la questione sulla naturalità e universalità e tutte quelle modificazioni avvenute con la crescente divisione del lavoro nell’era del capitalismo e urbanizzazione. Una struttura secondo logiche sempre più complesse e teorizzata dai grandi interpreti Le Play, Marx, Engels, Tonnies, Durkheim, Weber secondo un approccio “istituzionale”secondo quelle pratiche, norme sociali e legami di parentali. Sono quei cambiamenti a partire da una famiglia agricola totalmente autosufficiente a una più “dipendente”, a infine quella nucleare che si troverebbe a svolgere una funzione meramente affettiva.

Gli strumenti metodologici servono servono a confrontare le differenze dei modelli familiari rispetto al sistema sociale di appartenenza. Le teorie di Darwin, come la successiva psicanalisi di Freud, condizionarono i primi studi antropologici poiché videro un’analogia negli organismi biologici da forme di semplici a sempre più complesse con l’evoluzione delle istituzioni umane.

Pubblicato in: Sociologia

Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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