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Ezio Bosso il silenzio della musica

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“Ho smesso di domandarmi perché. Ogni problema è un’opportunità.” 

Una passione che lo ha avvicinato alla musica a soli 4 anni. Ezio Bosso compositore, pianista e direttore d’orchestra ha saputo commuovere per la sua sensibilità e dignità di fronte a una malattia neurodegenerativa diagnosticata nel 2011, in seguito a una grave neoplasia che lo ha costretto in sedia a rotelle. Una svolta che segna la sua rinascita come artista. Ci lascia il 15 maggio 2020 all’età di 48 anni nella sua casa di Bologna.

Nato a Torino il 13 settembre 1971, scopre questa passione in tenera età grazie alla presenza di una prozia pianista. A 16 anni debutta come solista in Francia e l’incontro con Ludwig Streicher sarà determinante per la sua strada. Convinto del suo talento, il mentore lo incoraggia a studiare all’Accademia di Vienna dove studierà il contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra esibendosi poi in importanti manifestazioni come contrabassista presso la Chamber Orchestra of Europe di Claudio Abbado. Instaurerà con lui un sodalizio professionale e d’amicizia. Dopo la sua scomparsa nel 2017, Bosso sarà il testimonial della realtà da lui fondata, l’Associazione Mozart14, di Bologna con la volontà di trasmettere il valore della musica nei luoghi più scomodi e dimenticati, segnati dal dolore.

“Oggi tutti parlano e nessuno sta a sentire. Bisogna fare silenzio per potere ascoltare. Un silenzio attivo, che ti aiuta a percepire non solo il suono ma anche te stesso, la tua anima. E’ la lezione di Claudio Abbado. Anche lui capace di trasformare la malattia in rinascita, il dolore in maggiore impegno, in urgenza del fare. “ 

Questa malattia segnerà nuove scelte. Nell’ultimo periodo della sua carriera artistica, guiderà l’organico della Fenice di Venezia, del Comunale di Bologna oltre alla fondazione del suo gruppo musicale la StradivariFestival Chamber Orchestra, poi diventata Europe Philharmonic. Dice addio al pianoforte lo scorso settembre, il dolore del tocco dei tasti ora si è fatto insopportabile.

“Smettere di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso: ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza”.

E nonostante il dolore e l’impossibilità, l’anima non sfiorisce. Gli affetti più stretti, il fratello e la ex compagna, ma soprattutto la musica, lo incoraggiano a proseguire, a non arrendersi. Un altro passo che lo condurrà con più foga alla gestione orchestrale, direttore di fama internazionale, un ruolo che lo vede esibirsi negli ultimi concerti all’insegna di Beethoven e Strauss al Conservatorio di Milano per la Società dei Concerti. Esprime grande energia e determinazione nonostante il fisico debilitato.

Alzava la bacchetta e ogni nota ti trascinava come un’emozione, un momento bellissimo intinto di profondo pathos, teso come fosse una corda di violino per poi far vibrare l’anima lontana da tutti i pesi del mondo.

Un’emozione che non ha tempo. Ezio resterà vivo in ogni spartito finché esisterà la musica.

“Perché domani col sole vero arriva e dovremo immaginarlo migliore per costruirlo.” 

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Pubblicato in: Attualità

Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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