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Dispositivi Braille tecnologie al servizio della disabilità

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Nel mondo sono presenti 285 milioni di persone ipovedenti, di cui 39 milioni non vedenti. La qualità della loro vita dipende anche dall’avere accesso a contenuti testuali e grafici usando altri sensi come l’udito e il tatto.

Il progresso tecnologico ha portato all’accrescimento delle funzioni dei dispositivi d’insieme, dal potenziamento delle opzioni alla riduzione delle dimensioni. Gli accessori Braille sono quegli apparecchi destinati a persone con disabilità uditive, visive e disfunzionali, nonché soggetti con problemi di mobilità, destrezza, perdita di memoria e disturbi cognitivi. Il Braille terminal è un dispositivo elettro-meccanico che sostituisce le caratteristiche di un monitor tradizionale composto da un insieme di caratteri sotto forma di buchi disposti su una superficie piana indispensabili agli utenti non vedenti per leggere l’output, per un insieme di 40 o 80 celle con ciascuna 8 punti all’interno e tutti i 256 caratteri Ascii certificati. In ogni punto display è riposto un cristallo collegato a una lega che solleva a sua volta il punto nel momento in cui si esercita una pressione. Il display è controllato da un software, lo screen reader, un’applicazione che identifica e interpreta il testo su un monitor convertendone i caratteri Braille. A differenza dei sistemi operativi tradizionali più intuitivi come un Microsoft, questi elementi grafici - quali finestre o slidebars - devono essere codificati e ritrasmessi in forma di testo risultando inevitabilmente più complessi. Le tecnologie Braille si dividono in dispositivi “solo terminale” o “con memoria integrata”. I primi incorporano una sola riga Braille con un numero limitato di tasti funzione, alcuni necessari a modificare le impostazioni del display; nei secondi la riga è affiancata da funzionalità simili ad agende elettroniche e palmari, utili per prendere appunti, navigare nel web o inviare email.

Sostanzialmente un meccanismo complesso e affidabile ma mediamente ancora troppo costoso, seppur con rivoluzionarie novità. Ci riferiamo a due scoperte innovative per non udenti che toccano accessori di uso comune come un orologio e un tablet.

Si riporta l’esempio di una startup coreana ideatrice del “Dot Watchun dispositivo che, a differenza dei classici smartwatch basati su comandi audio e cuffie, incorpora i caratteri Braille per inviare messaggi che compariranno sullo schermo con la possibilità di connettersi a uno smartphone tramite Blutooth collegandosi ad app e servizi digitali come i social e google maps, messaggistica istantanea, poter visualizzare chiamate e definire un calendario sempre aggiornato per eventi e appuntamenti. Indice di innovazione, eleganza e leggerezza per il design in alluminio estremamente resistente e alimentato da un magnetismo brevettato che ne ridurebbe al massimo i consumi, il Dot Watch è un accessorio premiato a livello internazionale oltre ad essere venduto in numerosi musei d’arte. Dopo tre anni di ricerche, grazie al supporto di personaggi noti come Stevie Wonder, è stato possibile realizzare 100 mila esemplari al costo di 320 dollari.

Anche l’Italia può vantare di una recente innovazione.

Gemma Carolina Bettelani, 26 anni, dottoranda al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa è tra i quattro vincitori dell’“Innovation in Haptics Research”, un programma internazionale promosso dal Technical Committee on Haptics della Robotics and Automation Society con l’intento di finanziare progetti ideati da dottorandi nel campo dell’aptica, la scienza che studia il senso del tatto. Il programma Readable prevedeva la realizzazione di un dispositivo Braille dinamico e portatile che permettesse la lettura ai non vedenti, un dispositivo attualmente in fase in sperimentazione e che sarà stampato in 3D permettendone l’abbattimento del costo e l’accessibilità ai tasti, diversa dai classici modelli puramente uditivi. Tuttora Bettelani svolge il suo lavoro di ricerca presso il centro di ricerca Piaggio, legato allo studio e riproduzione del senso del tatto sia per dispositivi artificiali che per la realtà virtuale.

I dispositivi Braille meccanici fino ad ora prodotti - sostiene Bettelani - spesso non hanno più di una riga, a causa degli alti costi di produzione. Sono dispositivi in grado di cambiare dinamicamente le lettere, ma non riescono a convogliare molta informazione per volta. Il mio progetto ambisce a superare queste limitazioni, creando una tavoletta a più righe, semplice e low cost, in cui i caratteri braille vengono attuati da un magnete che li fa andare su e giù ricevendo corrente. In questo modo è possibile cambiare le lettere braille in modo dinamico, e potenzialmente leggere su una sola tavoletta interi libri.

In copertina l'immagine del Dot Watch.

Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di content manager e graphic designer.

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