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Creatività come forma dell’essere

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Come “l’essere in quanto essere”, secondo una molteplicità di significati nell’immanenza della realtà naturale. Aristotele nota come l’essere non possa soggiacere al divieto di trasgressione categoriale, ma debba anzi, per il suo stesso senso, avere libera circolazione per tutti i generi.

Quante sfumature possiede la creatività e in che modo può arricchire l’uomo?

“La creatività è prima di tutto una condizione e solo dopo assume le forme dell’abilità, della capacità! La creatività è il modo in cui la “Verità” si fa strada nei momenti di assenza della ragione, è una forma di umiltà, è il non-senso che corrompe le certezze granitiche del buonsenso.” ESSERE CREATIVI di Marco Orlandi

Se si vuole analizzare la salute mentale degli artisti, ad esempio, la scoperta è sorprendente. Gli individui caratterizzati da livelli elevati di creatività presentano un alto grado di emozioni positive, quanto in altri malattie mentali. La conclusione è che la mente di un artista oscilla tra due poli.

Più che una capacità che si può acquisire - skill - è un atteggiamento mentale - mindset – che necessita di essere sviluppato. Atteggiamento come pensiero flessibile, quanto aperto e rispettoso, straordinariamente flessibile nel trarre dal fallimento l’attitudine ad esplorare lacune e incongruenze. Da non confondere il pensiero critico da quello creativo poiché il primo è capace, attraverso un’analisi, di intercettare risposte sbagliate, e il secondo a individuare le domande sbagliate. Secondo le analisi di Robert Sutton, ove operi una leadership tradizionale, lì non converge il processo creativo poiché esula da logiche etiche ed empatiche.

Volontà e giudizio sono gli antagonisti della creatività; dove c’è razionalità non c’è fantasia e dove subentra la morale non c’è libertà d’espressione, o un blocco interiore che ci blocca nel procedere. in tal modo bisognerebbe sfidare le credenze radicate liberandosi di un eccessivo controllo di sé; ridurre l’eccesso di pressione trovando il proprio equilibrio incanalando al meglio tempi ed energie; cercare approcci mentali diversi che ci spingano a valutare nuove metodi di lettura; mantenere un atteggiamento passionale e positivo che incoraggino all’azione; rimettersi in discussione, oltrepassando il limite della presunzione, pregiudizio e sicurezza trovando nel confronto la chiave del cambiamento.

La creatività può offrici benessere o renderci semplicemente persone migliori?

I ricercatori hanno scoperto che i creativi, in bilico su una bilancia che oscilla tra i due estremi, attribuiscono un valore alla loro vita nella ricerca costante della bellezza attraverso la rielaborazione artistica. Il creativo è quell’individuo capace di interagire nell’ambiente con una flessibilità straordinaria poichè è sua attitudine selezionare e integrare comportamenti seguendo tratti caratteristici: determinazione nelle sue idee e responsabilità dei rischi. Ama cimentarsi nelle imprese difficili testando le capacità servendosi di metodi adeguati per affrontare decisioni e dominanze. Meno soggetto a stimoli immediati, utilizza più facilmente la fantasia attratto da ciò che è per lui ignoto. Nella sua spiccata originalità dichiara un'apertura mentale unità all’humor. Sotto certi aspetti apparirebbe instabile emozionalmente, autocritico e troppo sensibile a sentimenti e affetti, per altri versatile, dinamico negli interessi e con una forte propensione al successo.

"Volontà e del Giudizio. Questi sono infatti i più pericolosi nemici della creatività, ma sono purtroppo i pilastri fondanti del pensiero contemporaneo, della pedagogia e dei valori condivisi. Ho cercato quindi di sgretolare le loro propaggini, i loro tentacoli, le maglie attraenti con le quali seducono il genere umano. Sono così potenti da aver costruito intorno alla creatività un’idea di rarità e di lontananza, portando molti a considerarla come qualcosa di assolutamente distante dalla normalità. Fino all’età dell’adolescenza abbiamo ascoltato centinaia di migliaia di volte indicazioni su cosa non si deve fare, su cosa non bisogna pensare, su come essere per farsi accettare e amare: come è possibile che dentro di noi abiti la naturalezza? Ogni grande filosofia o religione afferma che la grazia sta nell’esprimere il fanciullo interiore, ma come è possibile esprimerlo se una delle affermazioni più potenti che guidano la nostra educazione è: «Non fare il bambino»?" ESSERE CREATIVI di Marco Orlandi

Pubblicato in: Attualità

Appassionata di storia dell'arte si laurea nel 2015 conseguendo gli studi magistrali e realizzando successivamente allestimenti e presentazioni pubbliche per artisti contemporanei come curatore d'arte. In seguito agli studi artistici si specializza nella tecnica del disegno realizzando ritratti e caricature tipiche di una città goliardica qual è oggi Padova. Assieme a un team di creativi gestisce il sito web nel ruolo di editor e graphic designer.

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