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Cos'è il turnover del personale

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Per turnover del personale si intende il flusso di personale (diretto e/o indiretto) che transita (esce o entra) nell'impresa. E' possibile distinguere due tipi di turnover del personale: Turnover fisiologico: consente all'azienda margini di elasticità e al lavoratore la ricerca di opportunità in linea con le sue esigenze.

Riguarda i pensionamenti, le assunzioni, i licenziamenti che non influiscono sulla continuità produttiva dell'azienda e sulla sua stabilità organizzativa. Turnover patologico: si ha quando il rigiro del personale è legato a errate politiche aziendali o della funzione risorse umane. In questo caso si verifica un elevato rigiro del personale per cause principalmente legate all'insoddisfazione delle persone impiegate in azienda.

La differenza tra un tasso turnover del personale fisiologico e patologico, quindi, non è quantitativa ma qualitativa. Infatti, il tasso-limite che separa il turnover fisiologico dal patologico, in termini numerici, può variare sensibilmente a seconda del settore nel quale opera l’impresa. Nei periodi di crisi o in fase di ristrutturazione, le aziende possono accettare volentieri un aumento del turnover in uscita per ridurre il personale in forza. Però, se l’aumento del turnover non è controllato attraverso adeguate politiche del personale, si corre il rischio di veder scappare il personale più qualificato (con maggiore capacità di ricollocarsi sul mercato del lavoro), generando una pericolosa perdita di valore del capitale umano.

Tuttavia, la maggior parte delle aziende, intende il turnover del personale come il rischio che il personale qualificato decida di uscire dall’impresa per insoddisfazione o per migliori opportunità. Di fronte al cambio di mentalità che anche in Italia sta avvenendo con l’aumento di flessibilità del mercato del lavoro, può venire meno il senso di lealtà e fiducia nel datore di lavoro e la motivazione a rimanere tutta la vita nella stessa azienda. Per le imprese sarà sempre più difficile trovare personale motivato e qualificato e, una volta trovato, trattenerlo.

L'insoddisfazione può essere dovuta a una serie di fattori: carichi di lavoro eccessivi, stress, difficoltà e conflitti con superiori e colleghi, bassa retribuzione, assenza di opportunità, mancanza di adeguate politiche di formazione e sviluppo (soprattutto per le figure chiave), scarsa sicurezza del posto di lavoro, bassa motivazione e assenza di sistemi incentivanti e premianti, aziende concorrenti particolarmente attraenti, ecc.

Pubblicato in: Attualità

Negli anni ha conseguito certificazioni come tecnico per la grafica 3D e Mechanical Design, approfondendo il ruolo di venditore commerciale. Nel settore del Web Marketing, sperimenta e sviluppa lo studio dei molteplici linguaggi di programmazione web e grafica digitale. Iscritto a scienze sociali all'Università di Padova studia l'insieme delle discipline che indagano l'origine e l'evoluzione delle società umane. Fondatore del sito, assieme a un team di creativi gestisce e coordina lo sviluppo della piattaforma digitale.

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