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Coronavirus un’emergenza sanitaria globale

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Qual è la sua provenienza?

Non è semplice dare una risposta. L’origine si presume risieda dal mercato urbano di Wuhan, in Cina, per le condizioni igieniche precarie, luogo conosciuto per la macellazione di animali selvatici vivi. Alcune risposte chiare ci sono state fornite dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe) che spiega come il coronavirus attacchi l’uomo e quali specie animali posso essere coinvolte in questa emergenza. Le voci de primi casi di polmonite risalgono ai primi di gennaio in Cina.

Una rassomiglianza importante tra l’agente patogeno Wuhan novel Coronavirus (nCoV) e il virus responsabile dell’epidemia nota come il nome di Sars, scoppiata nel 2002 a Hong Kong: stessi sintomi, stesso decorso, stessa correlazione con un mercato di animali vivi. Se allora c’erano voluti mesi per l’identificazione, stavolta sono stati impiegati solo otto giorni per stabilire un nome e delineare la sequenza genetica. Le autorità sanitarie hanno confermato che nCoV è un coronavirus correlato strettamente al virus Sars.

Nonostante ciò esistono ancora molti dubbi sull’origine e le cause. Il fatto che il coronavirus cinese di Wuhan somigli a un virus di pipistrello, considerato innocuo per l’uomo, potrebbe essere dovuto al contagio di un ospite intermedio, come successe vent’anni fa quando il virus dei pipistrelli si adattò ai dromedari e successivamente alle persone causando nella penisola arabica l’epidemia di Mers nel 2012. Nata e diffusa in Cina e arrivata in Europa, l’Italia resta la nazione più colpita.

E mentre si cerca il pazienze zero, colui che ha portato il Covid-19, la Lombardia resta la regione più colpita, nell’area di Codogno appunto. Numerose le città del nord (con nuove segnalazioni in Sicilia), tra le prime la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna. E mentre il numero dei casi aumenta, i Comuni in collaborazione col Ministero della Salute diffondono e sensibilizzano a sistemi di tutela. Dati consapevoli che non intendono - noi per primi - creare allarmismo ma consapevolezza per una migliore prevenzione. 

Trasmissione

I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

-la saliva, tossendo e starnutendo

-contatti diretti personali

-le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

-contaminazione fecale (raramente)

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Trattamento

Non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. E’ un virus contagioso ma dalla bassa letalità. La maggior parte delle persone infette da coronavirus comuni guarisce spontaneamente. E’ certo che i decessi risalgono a soggetti già in condizioni di salute gravosa. Ha un periodo di incubazione di 14 giorni e ad oggi sembra che il soggetto inizi a essere contagioso nel momento in cui sviluppa i primi sintomi. E’ quindi importante seguire alcune semplici misure di prevenzione personale valide per tutte.

Si forniscono le indicazioni comportamentali diffuse e approvate dai Ministero della Salute. Tutti i soggetti che dovessero presentare sintomatologia respiratoria lieve devono rimanere a casa e contattare il proprio medico curante che valuterà la situazione clinica e le misure terapeutiche da intraprendere.

Per tutti i soggetti asintomatici si raccomanda di utilizzare le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria:

-lavarsi spesso le mani

-evitare il contatto ravvicinato con le persone che soffrono di infezioni respiratorie acute

-evitare di toccarsi il più possibile occhi, naso, bocca

-coprire bocca e naso se si starnutisce o tossisce

-non assumere farmaci antivirali ne antibiotici a meno che non sia prescritti dal medico

-igienizzare le superfici con prodotti appositi come cloro o alcol

-usare la mascherina se si sospetta un contagio o se si assistono persone malate

-i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti non sono pericolosi

-gli animali domestici non diffondono il virus

-qualora non sia necessario, evitare luoghi chiusi e di aggregazione

Contattare il 118 o il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse, anche lieve, e non recarsi in pronto soccorso ma attendere in casa, dopo un'attenta valutazione telefonica delle condizioni di salute, l’intervento di un ispettore sanitario.

  

Angolo animali: cani e gatti non sono un rischio!

Paura e disinformazioni possono essere la causa di comportamenti insensati. Il Ministero della Salute, l’Istituto superiore della sanità e l’Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani confermano che gli animali domestici non sono causa di diffusione del virus. Una questione affrontata qualche settimana fa e smentita dall’ Organizzazione mondiale per la sanità:

“Non ci sono prove della possibilità che il nuovo coronavirus possa diffondersi contagiando gli animali domestici che cani e gatti, ma comunque è buona norma lavarsi sempre le mani dopo averli accuditi, per evitare una serie di germi che si trasmettono con molta più facilità”. Una psicosi-contagio con a rischio molti abbandoni o violenze. Ricordiamoci che loro, come noi, sono esseri viventi e meritano di essere rispettati.

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E’ possibile monitorare lo stato attuale del virus su scala mondiale collegandosi a questa pagina.

Pubblicato in: Attualità

Gruppo di lavoro del team di Needfile uniti per la stesura di articoli.

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