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Chernobyl una guarigione lunga decenni

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La centrale nucleare di Chernobyl era entrata in funzione nel 1978, a poco più di 100 km da Kiev, in Ucraina a 3 chilometri da Pripyat, all’epoca una delle repubbliche dell’Unione Sovietica. La centrale comprendeva 4 reattori di cui il reattore 4, il più recente e il più avanzato.

Quella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, un gruppo di ingegneri stava effettuando un delicato test di sicurezza che aveva lo scopo di verificare se il sistema di raffreddamento del reattore numero 4 potesse funzionare in caso di carenze di energia elettrica. Per effettuare il test, era necessario diminuire la potenza del reattore, senza mai scendere però al di sotto di una soglia di energia minima, in quel caso il reattore sarebbe diventato fortemente instabile. Nonostante ciò, si decise di procedere ad una potenza molto più bassa di quella prevista dal regolamento causando un calo di energia della turbina e l’acqua che serviva a raffreddare il reattore evaporò, a questo punto accorti del danno, gli ingegneri attivarono il dispositivo di emergenza che, non recuperabile, iniziò ad aumentare a dismisura raggiungendo una grandezza 100 volte superiore la norma.

Poco dopo, alle ore 01.23 di notte, il reattore numero 4 esplose facendo saltare in aria il coperchio di oltre mille tonnellate che serviva a chiudere ermeticamente il nocciolo liberando nell'aria circa 50 tonnellate di carburante nucleare, una quantità di radiazioni elevatissima, almeno 100 volte di più rispetto alle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. La nube radioattiva, spinta dal vento che soffiava verso nord, investì la Bielorussia e poi la Scandinavia e fu proprio dalla Svezia che partì l'allarme della comunità internazionale, dopo che venne rilevata una radioattività nell'aria di gran lunga superiore alla norma. Gli abitanti di Pripyat rimasero esposti alle radiazioni ignari dell'accaduto per 33 ore. Soltanto nel pomeriggio del 27 aprile alla radio venne comunicato l'ordine di evacuazione di tutta la popolazione.

Stabilire quante persone siano state contaminate o decedute a causa del disastro di Chernobyl è estremamente difficile; si calcolano circa 5 milioni di persone colpite da tumori alla tiroide assieme a centinaia di migliaia di morti di cancro, destinati a continuare per molti decenni a venire. Circa 600 mila persone si occuparono della rimozione dei detriti, della decontaminazione del sito e delle strade intorno, i "liquidatori" uomini di varia provenienza ed esperienza, spinti dalla possibilità di ricevere un compenso di 100 rubli che all'epoca erano una grande somma, armati di pale e badili avevano il compito di ripulire la grafite dal suolo e gettarla giù nel nucleo del reattore. Furono loro a occuparsi anche della costruzione del "sarcofago" per sigillare il nocciolo radioattivo. Nei giorni successivi molti di loro morirono a causa delle elevate radiazioni a cui furono esposti e vennero nominati i veri eroi di questa tragedia. Anche la flora e la fauna della zona manifesta ancora i segni delle radiazioni, il più vicino bosco di pini, a causa delle radiazioni, assunse un colore rossiccio-marrone e morì, prendendo il nome di Foresta Rossa. Ma le radiazioni colpirono anche gli animali, tutti i cani e felini domestici presenti nell’area furono uccisi e seppelliti sotto una colata di cemento, perché contaminati dalle radiazioni.

Ma per quanto possa suonare impossibile nel giro di pochi anni dopo l'allontanamento dell’uomo che ha significato la scomparsa dei pesticidi, dei gas di scarico e di ogni altra forma di inquinamento, nonché dei cacciatori e delle automobili, migliorando la qualità dell’ambiente e le opportunità di vita è ora diventata una delle oasi naturali più ricche di biodiversità del pianeta: lupi, orsi, cervi, cavalli selvatici, aquile e cinghiali, alci e civette, castori e linci, insetti multicolori e una prospera vegetazione.

Una testimonianza di quanto possa incidere l’operato dell’uomo rispettando l’ambiente, specchio della nostra salute.

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Pubblicato in: Storia

Fashion blogger appassionata di moda e nuove tendenze, tratta principalmente tematiche attuali legate alla natura e viaggi. Sensibile ai problemi ambientali quanto le novità del momento, offre contenuti sempre aggiornati in particolare per tutto ciò che riguarda il mondo animale, al quale si sente fortemente legata.

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