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Chatbot gli agenti intelligenti del web

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È il software progettato per simulare una conversazione online con un individuo. Definiti agenti intelligenti, grazie all’elaborazione del linguaggio naturale anche se molti si limitano a fornire una risposta in base alle keywords selezionate. Diversi vengono impiegati come linea guida nelle FAQ dei siti web, con la volontà di trovare nuove strade comunicative nel tempo del Codiv19, come le fiere digitali punti d’incontro virtuale.

Il termine “chatterbot” fu coniato da Michael Maulbin nel ’94: macchine che sarebbero in grado in pensare. Nel ’66 Joseph Weizenbaum crea ELIZA, un algoritmo capace di fornire risposte programmate sulla base del riconoscimento di parole o frasi in ingresso in modo apparentemente significato creando una efficace credibilità. Altro Parry nel ’72, entrambi capaci simulare una conversazione testuale, a differenza di altri che includerebbero anche la ricerca di giochi e abilità nel web. Nel 2000 Hoffer e Kay, fondatori della società ActiveBuddy, creano nuovi agenti intelligenti destinati a piattaforme di messaggistica istantanea.

In Italia tra le invenzioni abbiamo Giorgia e Avclick nel 2005 della Dreams and Co, DORETTA nel 2007 della Microsoft attraverso MSN, e nel 2015 altri progetti sotto Telegram sempre attraverso l’uso virtuale e librerie proprietarie. Nel 2016 Facebook apre l’accesso ai bot su Messenger, e l’anno seguente viene inaugurato GETrid uno tra i primi ad avere risvolti nel quotidiano in grado di consigliare concetti di riciclo di un oggetto.

Il chatbot deve risultare utile (offre risposte e soluzioni), conversazionale (offre un approccio umano e riconosce errori di battitura e gergo) e di facile utilizzo (offre contenuti chiari e di facile accesso), tra i principali del 2020 risulterebbero secondo le dichiarazioni online:

Freddy di Hellofresh: aiuta i clienti attraverso Messenger a scegliere piatti/ingredienti e richieste d’ordine e inoltre intrattiene con quiz sul cibo.

Eno di Capital One: un chatbot bancario che aggiorna i clienti su transazioni sospette e spese insolitamente alte, sempre attivo tramite app mobile o sms con accesso al conto corrente e a risolvere possibili problematiche.

Coronabot dell’OMS: creato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso WhatsaApp offre informazioni veloci ed affidabili sul Covid19. Utilizzando le keywords e emoji, gli utenti possono selezionare gli argomenti di interesse.

Woebot: un robot a forma di cartone animato che aiuta a ridurre i sintomi della depressione attraverso l’ascolto attivo ed elogiando il feed di chat con GIF simpatiche e parole positive.

Chatbot di OMQ: progettato per ridurre il carico di lavoro degli addetti del servizio clienti in tutti i settori industriali. Funziona su piattaforme di messaggistica istantanea come Messenger, WhatsApp e Telegram.

BB di KLM: aiuta i viaggiatori a scegliere le destinazioni, prenotare voli, accedere al meteo e l’abbigliamento più idoneo attraverso Messenger e Google Assistant. Lark: indicato per coloro che soffrono di ipertensione, diabete o altre condizioni precarie monitora lo stato di salute. Determina quali comportamenti adottare per ottenere dei risultati rilevanti.

Andy: il chatbot per chi volesse praticare la lingua inglese attraverso esercizi semplici e conversazioni casuali.

Pubblicato in: Informatica

Gruppo di lavoro del team di Needfile uniti per la stesura di articoli.

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