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Azienda Ferrero un’etica vincente al servizio dell’individualità

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Un’etica lunga 40 anni. Michele Ferrero presentò ai delegati da lui nominati, i principi legati al rapporto col personale. Un segno evidente di umanità e rispetto, in un clima imprenditoriale ancora attivo e influente a livello globale.

La Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero nasce nel 1983 come “Opera Sociale Ferrero”, riconosciuta dal Ministero dell’Interno dal ’91 come Fondazione e rientra nelle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (O.n.l.u.s.). L’impronta famigliare con un preciso senso di responsabilità sociale a livello globale e nei singoli rapporti di lavoro, pur nelle ragguardevoli dimensioni raggiunte, cura da sempre e con dedizione un clima di reciproca fiducia.

In più di sessant’anni, diverse generazioni di persone hanno lavorato e lavorano per Ferrero, che conta esperienze di impiego a lungo termine come poche altre realtà aziendali. Un esempio di solidità e di valori condivisibili dichiarati, per volontà di Michele Ferrero, oltre 40 anni fa scrisse ai responsabili da lui nominati elencando le norme guida del personale. Un documento che la Gazzetta di Alba, ha scoperto e pubblicato nelle scorse settimane e che definisce le “massime da seguire nei contatti con il personale“.

Pubblicato quanto segue:

1-Nei vostri contatti mettete i vostri collaboratori a loro agio:

-Dedicate loro il tempo necessario e non le “briciole”

-Preoccupatevi di ascoltare ciò che hanno da dirvi

-Non date loro l’impressione che siate sulle spine

-Non fateli mai sentire “piccoli”

-La sedia più comoda del vostro ufficio sia destinata a loro

2-Prendete decisioni chiare e fatevi aiutare dai vostri collaboratori, essi crederanno nelle scelte a cui hanno concorso.

3- Rendete partecipi i collaboratori dei cambiamenti e discutetene prima della loro attuazione con gli interessati.

4-Comunicate gli apprezzamenti favorevoli ai lavoratori, quelli sfavorevoli comunicateli solo quando necessario, in quest’ultimo caso non limitatevi a una critica, ma indicate ciò che dovrà essere fatto nell’avvenire perché serva a imparare.

5-I vostri interventi siano sempre tempestivi: “Troppo tardi” è pericoloso quanto “Troppo presto”.

6-Agite sulle cause più che sul comportamento.

7-Considerate i problemi nel loro aspetto generale e non perdetevi nei dettagli, lasciate ai dipendenti un certo margine di tolleranza.

8-Siate sempre umani.

9- Non chiedete cose impossibili.

10-Ammettete serenamente i vostri errori, vi aiuterà a non ripeterli.

11-Preoccupatevi di quello che pensano di voi i vostri collaboratori.

12-Non pretendete di essere tutto per i vostri collaboratori, in questo caso finireste per essere niente.

13-Diffidate di quelli che vi adulano, a lungo andare sono più controproducenti di quelli che vi contraddicono.

14-Date sempre quanto dovete e ricordate che spesso non è questione di quanto, ma di come e di quando.

15-Non prendete mai decisioni sotto l’influsso dell’ira, della premura, della delusione, della preoccupazione, ma demandatele a quando il vostro giudizio potrà essere più sereno.

16-Ricordate che un buon capo può far sentire un gigante un uomo normale, ma un capo cattivo può trasformare un gigante in un nano.

17-Se non credete in questi principi, rinunciate ad essere capi.

Un documento che si apre con la seguente frase: “Quando parli con un individuo ricorda: anche lui è importante”. Se la realtà Ferrero è in costante crescita, questa metodologia deve far riflettere su determinate scelte che avvengono nel mondo del lavoro. Condividiamo l’idea che sia necessario un cambio di rotta dove poter attuare delle sinergie più attive, e dove ogni attore possa recitare la sua parte nel rispetto dei ruoli.

Vivere per lavorare o lavorare per vivere?

Citando le nuove generazioni c’è sempre più il desiderio, per chi decide di restare, di realizzare qualcosa di proprio. La creatività può essere uno stimolo, una strada verso la concretizzazione di un progetto. Lavorare in proprio o come dipendente, richiede comunque intraprendenza e spirito di sacrificio con alla base il desiderio, spesso incompreso, di sentirsi parte di una realtà esprimendo la propria individualità. Essere attori attivi al servizio di una società passiva e schiava del conformismo.

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Pubblicato in: Attualità

Gruppo di lavoro del team di Needfile uniti per la stesura di articoli.

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