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Auguste Comte: La società è qualcosa di vivo

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L’individuo non è in relazione solo con il prossimo ma anche con chi non c è più e chi non c’è ancora. Una delle tesi di August Comte, il fondatore di una “religione dell’umanità positivista” secondo la quale la società è qualcosa di vivente e ogni individuo rappresenta una funzionalità e per creare qualcosa di estremamente armonico l’uomo deve mettersi in continua relazione con i suoi simili

“ Vivere per gli altri non è soltanto la legge del dovere, ma anche quella della felicità.”

Comte è riconosciuto come il padre della sociologia, crede nella possibilità dello sviluppo positivista delle scienze umanistiche, anche se è consapevole che avere uno sviluppo nella direzione positivista risulta più complicato rispetto a quello della fisica.

Auguste Comte (1789-1857), filosofo e sociologo francese, studiò alla Scuola Politecnica di Parigi e già a quattordici anni si propose di rinnovare il metodo di tutte le scienze, sotto la spinta dell’entusiasmo diffuso dalla rivoluzione francese.

La sociologia è considerata come un dovere, ma anche una necessità urgente, infatti solo studiando i problemi dell’uomo è possibile risolvere problemi continui come le crisi e le guerre che tormentano le nazioni e cercare di risolvere questioni politiche. Per Comte è necessario ascoltare i morti, perché solo loro che ci hanno tramandato la cultura e il modo di vivere, è dare attenzione anche ai discendenti, senza perdere la consapevolezza che le nostre azioni rappresentano un sorta di pre-impostazione del loro futuro. 

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