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Anna Maria Maiolino: O Amor se faz revolucionario

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Anna Maria Maiolino O AMOR SE FAZ REVOLUCIONARIO.

Le azioni quotidiane diventano arte.

Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, da anni luogo simbolo nella ricerca artistica internazionale, si muove all’interno di contesti ancora inesplorati. Grazie al contributo del direttore Domenico Piraina e alla collaborazione con il MAM di Rio de Janeiro, il MASP e la Pinacoteca di Stato di San Paolo, dal 29 marzo al 9 giugno il PAC ospita la mostra O AMOR SE FAZ REVOLUCIONARIO dell’artista italio-brasiliana Anna Maria Maiolino.

La mostra è composta da circa 400 opere tra dipinti, sculture, disegni, video e fotografie; realizzati dalla fine degli anni 70 a oggi; oggi; permette di immergersi totalmente nell’evoluzione artistica di Anna. Il curatore sceglie di presentare la prima retrospettiva italiana in uno sviluppo cronologico inverso, partendo dal presente per arrivare alle prime esperienze artistiche. Anna nasce nel 1942 in Italia dove trascorre l’infanzia e la prima adolescenza; come molte famiglie italiane si trasferisce a metà degli anni 50 in Sud America, prima in Venezuela, poi stabilmente in Brasile. L’animo della donna appare da subito turbato e in continua evoluzione, Anna compie una ricerca interminabile sull’esistenza umana.

I suoi lavori vogliono raccontare la storia del Brasile, e della guerra degli anni settanta ottanta; in questi anni come in tutte le dittature gli artisti hanno vita difficile dovendosi scontrare continuamente con la censura militare. Anna sceglie di rappresentare la fragilità della vita attraverso la figura dell’uovo, elemento dalla forma instabile, che simboleggia il precario equilibrio dell’esistenza umana, l’uovo diviene protagonista delle sue opere come nella serie di lavori fotografici Fotopoemação, scatti dal forte impatto emotivo e che procurano nello spettatore un senso d’instabilità. Anna prima di essere un’artista è donna e mamma, nel suo lavoro notiamo un forte legame con il lavoro tipicamente femminile come fare la pasta o cucire, pratiche portate ad un’evoluzione inedita. Vedendo le opere di Anna si assiste a qualcosa di mai visto prima: dove emergono in modo quasi ingombrante le sue radici italiane, legate all’artigianato e alla semplicità dei materiali, in una sublime fusione con le avanguardie brasiliane.

L’animo di Anna è in perenne turbamento, pieno di ansie; sceglie di essere artista per svelare il suo dolore: dipingere, cucire, plasmare materiali per esternare i suoi pensieri più profondi. Alla base della sua ricerca artistica c’è la ripetizione di attività quotidiane legate alla vita domestica, attraverso questo studio continuo Anna riesce a trasformale azioni banali in pratiche artistiche uniche. Nel lavoro di Anna emerge in maniera preponderante la serialità, la continua riproposizione di lavori eseguiti con lo stesso metodo; ciò vuole equiparare evoluzione e la maturazione del gesto artistico, alla maturazione del suo pensiero. I suoi lavori sono, materici, forti, ingombranti realizzati con materiali diversi: come argilla, gesso, vetro, cemento.

Il visitatore viene accolto nella mostra dall’opera site-specific, realizzata in argilla cruda, che occupa tutta la parete d’entrata dello spazio espositivo, guardando con attenzione il tipo di modellazione dell’argilla ci accorgiamo del fortissimo richiamo alla forma della pasta. Al piano superiore del padiglione vengono presentati dipinti e disegni, appartenenti agli esordi artistici, dove emerge una continua indagine sulla vita, la morte, l’amore, la famiglia. I lavori di questi anni sono pregni di spiritualità e indagine sui rapporti umani. Visitare questa mostra permette di compiere un viaggio, tra il Brasile e l’Italia, tra la guerra e la vita; l’artista riesce a sorprendere sempre, non risulta mai scontata, visita piacevole e consigliatissima.

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Pubblicato in: Arte

Dopo la laurea triennale a Milano in Scienze dei Beni Culturali si trasferisce a Bologna dove studia Arti Visive. Da sempre appassionata di storia dell’arte in tutte le sue forme: pittura, scultura, fotografia, musica, design e poesia. Il suo interesse oggi va principalmente all’arte contemporanea, la ricerca di artisti nuovi e poco conosciuti e per lei estremamente stimolante. Ama scoprire mostre inedite, gallerie e spazi espositivi nascosti, su cui scrive i suoi articoli.

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